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Javier Tebas, presidente della Liga, la Lega calcio spagnola, dice la sua su Lionel Messi, stella del Barcellona che ha provato a lasciare i blaugrana. Queste le parole del numero 1 del campionato iberico al Corriere della Sera: “La mia non è stata una guerra contro Messi. Avrei fato lo stesso se si fosse trattato di Pepito Perez o di qualunque altro giocatore del nostro campionato. Come Lega avevamo, abbiamo il dovere di difendere la legalità, la giustizia: i contratti vanno rispettati. Sempre. Che ti chiami Messi o Pepito Perez. Tutto qua”. 

UNICO VINCITORE? - “No, in assoluto. Personalmente ritengo non ci sia stata battaglia con Messi e il suo entourage, ho una stima speciale per Leo, lo adoro, è la storia del nostro calcio negli ultimi 20 anni: come avrei potuto fargli la guerra? Ribadisco: il mio intervento era finalizzato solo al rispetto dei contratti. Poi è chiaro che essendoci di mezzo Leo, la vicenda ha assunto dimensioni mediatiche enormi”. 
LA CLAUSOLA DA 700 MILIONI - “Per quanto i suoi avvocati dicessero il contrario, il contratto era chiaro: veniva decontestualizzata una parte, questo li ha indotti all’errore. Alla fine sono contento della decisione di Messi di evitare conflitti giuridici. Continuerà a giocare nella squadra della sua vita. Spero che i rapporti tornino normali”. 

IL VALORE DI MESSI - “Se fra un anno deciderà di andarsene sarà un peccato, ma non deve dimenticare che dalla stagione 2014/15 è stato stabilito che il marchio del campionato stesse al di sopra dei giocatori e anche dei club. Solo questo è il modo per garantire redditività al settore, infatti ogni giorno che passa la posizione del marchio Liga si consolida. Se fra un anno Leo se ne andrà di certo? Il contratto glielo permette”.