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L’arrivo di Lukaku ha oscurato un altro paio di prodezze interiste sul mercato. La più silenziosa, quasi fosse scontata, è stata arrivare a Mkhitaryan: era il giocatore di maggior qualità ed esperienza della Roma ed è perfettamente adattabile al calcio di Inzaghi, che prevede manovra e ripartenza di qualità. È un fantasista di corsa, si può definire un ’10 e mezzo’: può fare tutto, persino il ruolo di Barella. La scorsa stagione ha giocato 31 partite di campionato, 43 in totale, l’anno prima 34 in A segnando 13 reti: questo vuol dire che è integro, continuo e dà idee: un grande acquisto.

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L’altra intuizione è stata Asllani, 20 anni: proporzionalmente, per età e provenienza (Empoli), è stato il giocatore più valutato del mercato: ha un gioco d’ordine diverso, non è banale nei passaggi e anticipa gli altri con le idee: ha fatto pensare subito a un predestinato. Si è sempre detto che l’Inter aveva una grande rosa, ma fino a maggio mancavano le riserve di Skriniar, Brozovic, Barella e Calhanoglu. Oggi l’Inter è molto più coperta. Lukaku è stato un affare enorme, ma Asllani e Mkhitaryan l’hanno completata.