Ecco i nostri voti al mercato delle squadre di serie A. Molti sono alti, soprattutto quelli dei top club: è stata una grande estate di colpi a sensazione.

ATALANTA 6,5
Il colpo Rigoni, piazzato allo scadere, sembra una risposta all’inopportuno sfogo di Gasperini sul mercato povero della società (ma è l’unico a non sapere che l’Atalanta valorizza i giovani, li vende e poi ne cerca altri?). Stavolta a dare forza alla squadra  c’è anche l’arrivo di Zapata, il quale dovrebbe garantire i gol che non segnava Petagna.

 

BOLOGNA 5 Da Verdi, Di Francesco e Masina ha incassato una quarantina milioni, che non si è nemmeno sognato di reinvestire. Il colpo d’oro è l’ingaggio di Pippo Inzaghi: ha portato entusiasmo e idee. Ma la squadra è modesta: auguri.

 

CAGLIARI 5,5 Nessun acquisto che possa far pensare a un salto di qualità, con la speranza che Srna non sia venuto in Sardegna a svernare al sole dopo una vita in Ucraina. La notizia migliore, in fondo, è la conferma di Barella.

 

CHIEVO 4 Ha perso Castro e soprattutto Inglese, non sostituiti da elementi affidabili. La sensazione è che Campedelli stia smobilitando. Disastro. 

 

EMPOLI 6 Incuriosisce il talentuoso La Gumina, scommessa da nove milioni, la cifra più alta mai spesa nella storia del club toscano. Altri tasselli per cercare di dare stabilità alla squadra al ritorno in A.

 

FIORENTINA 7 Dopo l’estate delle grandi cessioni, quella della ricostruzione: nessuna partenza eccellente a fronte di offerte rilevanti (per Chiesa, Simeone, Veretout, Milenkovic), ma anzi inserimento di rinforzi intriganti (Pjaca, Lafont, Gerson) o solidi (Mirallas).

 

FROSINONE 6 Il presidente Stirpe ha compiuto uno sforzo per cercare di far rimanere in A la città più piccola del campionato dopo Sassuolo. Ha puntato molto sull’esperienza (Sportiello, Molinaro, Halfredsson, Crisetig, Perica), poi ha piazzato l’affascinante sorpresa Campbell: basterà?

 

GENOA 6,5 Per una volta il tourbillon di Preziosi non sembra rivolto solo a incassare, ma anche a costruire una squadra compatta. Piacciono le idee dei “vecchi“ Sandro, Romulo e Criscito, possono rivelarsi innesti eccellenti Piatek e soprattutto Favilli, oltre che Mazzitelli. Certo, le partenze sono di spessore: Perin, Izzo, Laxalt. Rischio in porta: Marchetti sarà ancora sicuro dopo un anno e mezzo di inattività?

 

INTER 9,5 La delusione finale per il mancato arrivo di Modric non può cancellare lo straordinario mercato nerazzurro: De Vrij e Asamoah gratis (commissioni a parte), Nainggolan a un costo accessibile, e poi Vrsaljko, Politano, Keita, Lautaro… E’ la squadra che è cresciuta di più rispetto alla scorsa stagione. Altro che Sabatini: il mago è stato Ausilio.

 

JUVENTUS 10 Che voto vuoi dare alla società che prende il campione più decisivo del mondo, ricollocando il calcio italiano al centro dell’attenzione internazionale? A corredo - come se Ronaldo non bastasse - porta a casa anche Cancelo ed Emre Can. Più Bonucci, che tornerà preziosissimo in campo anche se, al posto della Juve, non lo avremmo mai ripreso: questione di buon gusto, pure nei confronti dei tifosi. Dettagli, comunque, di fronte alla grandezza dell’affare Cristiano.

 

LAZIO 6 Ha sostituito De Vrij con Acerbi e Felipe Anderson con Correa: non ci ha guadagnato. Si è rafforzata parecchio a centrocampo, questo sì, però mancano un difensore affidabile e un vice-Immobile credibile (Caicedo non lo è). Ma l’evento dell’estate è la conferma di Milinkovic-Savic (in verità più per mancanza di offerte adeguate che per scelta, però non sottilizziamo). Ripetere la scorsa stagione sarà comunque complicatissimo.

 

MILAN 8,5 Leonardo e Maldini hanno chiuso alcioni colpi magistrali: l’operazione Higuain-Caldara-Bonucci è da applausi, l’ingaggio di Bakayoko può rivelarsi assai redditizio. Non avremmo pensato che il Milan potesse crescere tanto in un mercato condotto senza esborsi straordinari. Unico errore: aggiungere Reina a Donnarumma. Ma quello l’ha fatto Mirabelli.

 

NAPOLI 6 La squadra è più o meno quella della scorsa stagione: fuori Jorginho, dentro Fabian Ruiz e Verdi, più la rivoluzione in porta. Ci si aspettava di più, ma non bisogna sottovalutare il colpo che De Laurentiis ha piazzato in panchina: Ancelotti è un numero uno a livello mondiale. Per questo diamo la sufficienza al mercato azzurro.

 

PARMA 6 Ha provato a costruire una squadra che valga la salvezza, ma le operazioni davvero convincenti non sono molte: forse solo Inglese. Da seguire Stulac, valorizzato da Pippo Inzaghi a Venezia. Gervinho è una scommessa che incuriosisce.

 

ROMA 6,5 Monchi conta con entusiasmo gli acquisti: “Ne abbiamo presi dodici”. Sì, ma quanti sono buoni e pronti? Gravi le partenze di Alisson e Nainggolan, forse i due migliori elementi dell’organico, rimpiazzati (soprattutto il portiere) in modo inadeguato. Di acquisti intriganti - alcuni pagati cari - ce ne sono: Pastore, Cristante, Kluivert, Coric. N’Zonzi darà stabilità. La sensazione: organico molto più completo, formazione titolare un po’ meno forte.

 

SAMPDORIA 6 In perfetto Ferrero style: vende giocatori importanti (Torreira e Zapata su tutti) e li rimpiazza con Saponara e con ragazzi che ancora non hanno dato il massimo. Finora ha funzionato.

 

SASSUOLO 6 Sono usciti tre elementi cardine, uno per reparto (Acerbi, Missiroli, Politano). I rinforzi non entusiasmano, se non Boateng che porta esperienza, classe, cattiveria. C’è attesa per Di Francesco. L’arma segreta può essere De Zerbi, uno che cerca sempre di far giocare bene le sue squadre.

 

SPAL 6 Al di là della cessione di Meret (ma Gomis è affidabile), ha cercato di dare solidità al centrocampo con Missiroli e Valdifiori. La grande scommessa è Petagna: e se cominciasse a segnare oltre che a giocare bene?

 

TORINO 7 L'affare last minute è Zaza: con Belotti può nascere una bella coppia italiana. Il resto del mercato è mirato: Izzo, Soriano, più un gruppo di stranieri da valutare nel nostro campionato (Bremer, Djidji, Ola Aina). Da seguire con attenzione Meité.

 

UDINESE 5,5 Gli acquisti più rilevanti sono Mandragora, pagato una fortuna alla Juve, e Teodorczyk, attaccante acciuffato all'ultimo minuto e su cui si punta molto. Ma i friulani si lanciano in campionato con una squadra piena di punti interrogativi. A cominciare dall’allenatore Velazquez, l’unico straniero tra i venti di A. Un’avventura rischiosissima, per lui con questa Udinese e per l’Udinese con questo tecnico.

@steagresti