Una di quelle partite, anzi: uno di quei risultati che non servono a nessuno. Non alla Fiorentina, che voleva guardare un po’ più avanti e un po’ più in alto, e che continua a non avere il passo costante di chi vuole coltivare ambizioni un po’ più nobili - anche se l’Europa è sempre là,  appena un po’ più su - e  non al Napoli che,  invece, a Firenze voleva cominciare un’altra storia. Forse anche un altro campionato. Quello d’una Juve magari più vicina e quello d’un futuro senza l’antico capitano. Senza Hamsik: il giovanotto che più d’ogni altro ha interpretato l’anima della squadra per un sacco d’anni. L’ultimo della vecchia guardia. L’ultimo dei sopravvissuti. Per questo il suo addio ha significati assai diversi e contenuti assai più intensi dei saluti di Higuain, Jorginho e Reina che pure in squadra un ruolo nel tempo l’hanno avuto.

Altre storie, insomma. E la partita? Prova subito a mischiare la carte tatticamente, Pioli, che s’inventa la difesa a tre, il centrocampo a quattro e Gerson dietro le punte per dare una mano a quelli dietro quando occorre. E parte forte, la Fiorentina. Tant’è che la sua pressione qualche imbarazzo lo crea ai giovanotti di Ancelotti. Non riesce a “uscire”, il Napoli. Non riesce ad arrivare mai dalle parti di Mertens e Insigne, ma al di là del possesso e di una buona aggressività la Fiorentina non riesce mai ad andare. Cosicché non rischia mai troppo, il Napoli, che ha invece il merito di saper aver pazienza e la furbizia di rubare anche qualche idea alla Fiorentina. Come quella di recuperare palla alta e ripartire con la velocità del vento. Un po’ questo e po’ per la sua capacità di far comunque gioco ed eccolo allora riscaldare la serata. Con Insigne (11’) che sparacchia fuori da due metri; con Mertens (22’) che centra Lafont e si mangia il gol; con  Callejon (28’) che pure spreca malamente a tre passi dal secondo palo; ancora con Mertens (35’), il quale va col piede moscio praticamente a porta spalancata e permette a Lafont di fare una bellissima figura. Quattro occasioni pulite contro una vera della Fiorentina: parata di Meret (28’) su mazzata di Veretout da gran buona posizione.

Insomma, la partita è vivace. Regala emozioni e imprecazioni, con due orecchie da tirare: quella di Mertens che sembra aver lasciato a Napoli le scarpette buone, quelle dei gol che non si possono sbagliare e quella di Pioli, che ha fatto grandi studi preventivi non v’è dubbio, ma che con quella difesa già mezza rabberciata, si mette pure a tre senza averne i movimenti e le distanze e, quindi, rischia oltre il dovuto ad ogni ripartenza o buona giocata degli azzurri. D’accordo, magari la rapidità napoletana non permette alla Fiorentina di sistemarsi immediatamente e come dovrebbe, ma questo diventa più d’una volta un problema serio. Ma, come dire, se a Pioli va di rischiare sono affari suoi. 

E allora, visto che il Napoli continua a non dar senso a ciò che costruisce (53’, anche Zielinski fa l’impossibile per non fare gol) e visto che Pioli recupera Vitor Hugo per Hancko ma non cambia la sua linea a tre, Ancelotti prova ad approfittarne. E dopo Ghoulam per Mario Rui in avvio di gara per un accidente muscolare, s’affida a Milik richiamando il moscio Mertens. La decisione è giusta e pure scontata, ma la presenza napoletana in area viola non diventa più insistente. E dopo un sinistro a giro di Fabian appena fuori, ecco pure quello che non t’aspetti: fuori Insigne appena promosso capitano e dentro Verdi che si piazza a metà via tra lo spazio del trequartista e quello della seconda punta. Insomma, se la giocano sino alla fine Ancelotti e Pioli, il quale ci prova anche con Simeone, ma poi dev’essere prudente perché ha due o tre acciaccati in campo (con Pezzella che diventa addirittura punta per onor di firma). Un po’ come Milik, che al 93’, manca una di quei gol che un attaccante che non sta là per onor di firma e basta non può e non deve mai sbagliare. E invece lui la sbaglia.    


Fiorentina-Napoli 0-0 (primo tempo 0-0)

Fiorentina (4-3-2-1): Lafont, Ceccherini, Pezzella, Hancko (12' st Hugo), Biraghi, Dabo, Veretout, Edimilson, Gerson (23' st Mirallas) (36' st Simeone), Chiesa, Muriel. All.: Pioli.

Napoli (4-4-2): Meret, Hysaj, Maksimovic, Koulibaly, Rui (6' pt Ghoulam), Callejon, Allan, Ruiz, Zielinski, Insigne (32' st Insigne), Mertens (17' st Milik). All.: Ancelotti.

Arbitro: Calvarese di Teramo.

Ammoniti: 42' pt Dabo (F), 5' st Veretout (F), 9' st Callejon (N), 12' st Zielinski (N), 27' Ghoulam (N), 45' st Maksimovic (N).