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La volpe perde il pelo ma non il vizio. Anzi, Aurelio di Laurentiis il pelo non lo perde nemmeno, perché dopo essere riuscito a far rigiocare Juve-Napoli di campionato ha avuto il pelo sullo stomaco di andare a chiedere alla Lega Calcio di rinviare pure Juve-Napoli di Supercoppa. Lo ha confermato l’ad De Siervo, derubricando la bizzarra nonché reiterata richiesta (considerando il precedente) alla voce “provocazione”. Ma intanto ADL ci ha provato nata vota, per dirla in slang partenopeo, e nessuno lo ha smentito. 

Motivazioni: troppi contagi in Emilia Romagna in questo periodo, e il mantra delaurentiano ormai lo conosciamo a memoria, “la salute prima di tutto” (come se per tutti gli altri club che continuano a giocare le partite, nonostante il Covid, non contasse nulla), eppoi perché si giocherà una Supercoppa senza pubblico. Succede da mesi, in tutti gli stadi, di tutte le categorie, si è appena disputata la Supercoppa femminile con la nuova formula (semifinali e finale) senza anima viva sugli spalti, ma mercoledì prossimo a Sassuolo ADL avrebbe voluto gli spettatori, perché senza i tifosi che si gioca a fare? 

Le vere ragioni sono altre, ma il presidente del Napoli non ce le dirà mai. Andiamo quindi per tentativi.
Il primo, i compensi dimezzati rispetto alla scorsa edizione in Arabia per i 2 club finalisti. Insomma, il gioco stavolta non varrebbe la candela. Il secondo, gli infortuni: fuori Osimhen (Covid) Mertens e Manolas (infortunati). Un po’ com’era capitato ad ottobre, prima di quel Juve-Napoli poi rinviato, quando si fermarono ai box Elmas e Zielinski (positivi) insieme a capitan Insigne (stiramento). Da Castel Volturno allora dissero che non c’era motivo per non partire per Torino, ma il sospetto resta. Per pura coincidenza, anche stavolta la questione infortuni si ripresenta pari pari. Sul fronte sanitario pure la Juve ha i suoi problemi, però alla Continassa la possibilità di un rinvio della Supercoppa non l’hanno minimante presa in considerazione.

In tutto questo teatro dell’assurdo, la Federazione fa da solita spettatrice. Osserva e lascia fare, com’è già accaduto prima di Natale per la vicenda Juve-Napoli. “Nemmeno una memoria scritta ci hanno consegnato!” ha stigmatizzato Franco Frattini, presidente del Collegio di Garanzia, quasi ironizzando sul comportamento tenuto dalla FIGC in sede di ricorso napoletano al Coni. Davanti a quella Corte non solo non si presentarono gli avvocati federali, ma neppure recapitarono ai giudici della Cassazione sportiva un testo scritto col quale motivare le accuse formulate nei confronti del Napoli in primo e secondo grado dai giudici Mastrandrea e Sandulli. Impensabile non venisse ribaltato tutto.

Ciò nonostante, il ricandidato presidente Gravina, in un’intervista al CorSport, ha minacciato prossimamente di ricorrere alla giustizia ordinaria nel caso in cui il Coni dovesse ancora stravolgere le sentenze federali, entrando nel merito e non limitandosi ad eccepire su pure questioni di diritto. Come dovrebbe fare una Corte di Cassazione, anche nello sport. Quindi, per questa volta passi. Facciamo finta che non sia successo niente, ma la prossima... Posso immaginare il terrore comparso sul volto di Malagò e dei suoi giudici quando hanno letto quell’anatema sul giornale. Saranno sbiancati. Non è capitato nulla stavolta, non accadrà nulla neanche in futuro. Scommettiamo? Alea iacta est. Col consenso del finto adirato Gravina. Facile quindi dedurre perché De Laurentiis ci abbia riprovato ancora.