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Ancora nubi cariche di dubbi arrivano in Italia sulla compravendita del Milan fra Silvio Berlusconi e Bee Taechaubol. Questa volta è il Sole 24 Ore a provare a dare ulteriori dettagli sull'affare che nelle ultime ore è tornato in prima pagina in virtù della proroga concessa da Fininvest al broker thailandese arrivato in Italia nella giornata di lunedì e già ripartito alla ricerca di nuove certezze economiche.

Un banker thailandese che ha scelto di rimanere anonimo, infatti, è stato intervistato dal giornalista Carlo Festa e ha rivelato alcuni dettagli importanti sull'operazione messa in piedi da Mr Bee: "Mr Bee e’ un bluff, ma può riuscire nel suo bluff. Sta provando a vincere la partita senza aver mostrato le sue carte. La sta conducendo bene finora. Lui non ha soldi suoi, si’ e’ benestante ma nel senso di qualche milione di euro. Ma non ha nemmeno una piccola parte dei 480 milioni necessari. Li sta provando a raccogliere, sta avendo difficoltà, ma potrebbe alla fine anche riuscirci".
TEMPO FINO AL 30 NOVEMBRE - "Qui negli ambienti finanziari sono ben chiari i piani di Bee. Sta provando a mettere assieme una cordata di dieci soggetti, investitori privati e fondi. Tutti cinesi. Qui a Bangkok si sa che non sono soldi di Berlusconi. Non ha senso per Berlusconi far rientrare in questo modo soldi che potrebbe avere a Singapore o Hong Kong. Mr Bee ha tempo circa due mesi, fino al 30 novembre".

MANCANO 330 MILIONI - "Nella scorsa estate ha dato garanzia di 150 milioni sui quasi 500 promessi. Da li Berlusconi gli ha dato fiducia per riuscire a raccogliere il resto. Sta facendo fatica perchè ha influito soprattutto la svalutazione della valuta e il crollo delle borse cinesi. Alcuni investitori hanno esitato. Ora Bee continua a lavorare per trovare i quasi 350 milioni restanti. Ci sta provando con qualche grande fondo cinese. Potrebbe riuscirci con un po’ di fortuna. Troppi per la sola minoranza? Nell’accordo, almeno cosi’ si dice qui a Bangkok, c’e’ un’opzione per salire al controllo nel giro di 3 anni".