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Come un fulmine a ciel sereno, nella giornata di ieri la FIFA ha annunciato la cancellazione della FIFAe World Cup e della FIFAe Nations Cup. La notizia ha colto di sorpresa tutti gli addetti ai lavori, a partire dai player ed i rispettivi team: a meno di due settimane dal mondiale di FIFA 21 tutti gli sforzi, il tempo ed i soldi investiti durante la stagione vengono vanificati con un semplice comunicato.

“Sfortunatamente, la FIFAe World Cup e la FIFAe Nations Cup hanno sono state soggette all’effetto dirompente della pandemia e dalle restrizioni sui viaggi attualmente in vigore per molti dei player e dei team qualificati. Gli ultimi sviluppi, con l’aggravarsi della condizione sanitaria, non garantirebbero l’integrità delle competizioni, nonché la sicurezza di tutti coloro che ne avrebbero preso parte”. Sono queste le motivazioni dietro la decisione di annullare quelli che sarebbero stati gli unici due eventi della stagione competitiva di FIFA 21 a disputarsi dal vivo.

Alla FIFAe World Cup di Londra (6-8 agosto) avrebbero preso parte un totale di 32 players provenienti da tutto il mondo, accompagnati dai rispettivi coach e membri del team. Nel caso, invece, della FIFAe Nations Cup di Copenaghen (20-22 agosto) sarebbero state 24 le nazionali coinvolte, composte ognuna da 3 player.

La difficoltà nello spostare una grande quantità di persone, garantire la loro sicurezza ed evitare possibili contagi è sotto gli occhi di tutti. Ma la cancellazione dei due tornei, senza soluzioni alternative, appare come l’ennesima mancanza di rispetto nei confronti di chi per tutta la stagione ha investito tempo (e denaro) e si è allenato con un preciso obiettivo salvo poi vederselo cancellato in un attimo.
Fa riflettere, inoltre, come nello stesso arco temporale e con le stesse difficoltà altre compagnie, associazioni e tournament organizer siano riusciti a strutturare eventi anche con un numero maggiore di persone coinvolte. Non c’è da stupirsi se il settore eSports di un gioco come FIFA resti relegato ad una nicchia se comparato ad altri colossi del settore: media, team e (soprattutto) investitori hanno tutte le ragioni per stare alla larga da un gioco che per due anni di fila cancella il torneo più importante della stagione, senza avere un piano di riserva per dare il giusto spazio a chi ha fatto tanti sacrifici per raggiungere il proprio obiettivo.

Fabio Denuzzo (AC Milan|QLASH) e Alessio “Godmode” Carbone (Fiorentina Esports), i due player italiani qualificati al Mondiale di FIFA 21, così come Karim “Karimisbak” Rmaiti, Gianluca “Pignone” Ciliberti e Rocco “GuarinoJr.” Guarino, che avrebbero dovuto rappresentare la eNazionale italiana, riceveranno una parte del montepremi dei due tornei (diviso equamente tra tutti i player partecipanti).

Quello che stiamo vivendo è il modo peggiore per concludere una stagione competitiva, già fortemente condizionata dall’assenza di eventi dal vivo: un brutto colpo anche per l’Italia, che nel corso dell’anno ha dimostrato con diversi player di essere all’altezza di tante altre realtà ben più affermate. Per tutti i giocatori che si sono visti strappare dalle mani la partecipazione ad uno dei tornei, ma anche a chi ha semplicemente tentato di qualificarsi, non resta altro che masticare amaro.