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18 aprile 2018. Crotone-Juve, minuto 65: Trotta cerca un tiro al volo in area bianconera ma la tocca appena, all'altezza del dischetto c'è Simy: 198 cm per 84 kg. Un rimbalzo, si coordina: rovesciata. Gol. Boom. Boato dello Scida, 1-1 finale: "E' stato il momento che mi ha cambiato la vita" racconta oggi l'attaccante a Calciomercato.com. In quella stagione aveva segnato 7 reti, quest'anno ne ha fatte 20 in Serie B (21 considerando anche la Coppa Italia), diventando capocannoniere del campionato e trascinando il Crotone alla promozione in A. 20 gol e un record, è il primo africano a vincere la classifica marcatori in una serie professionistica italiana: "Sono orgoglioso di aver raggiunto un traguardo così importante, soprattutto perché in Italia sono passati grandi campioni africani come, per esempio, Eto'o e Weah".

Qual è stato il gol più bello e quale il più importante?
"Per un attaccante come me i gol sono tutti importanti, sia per la squadra sia per acquistare fiducia in se stesso. Con l'aiuto dei compagni quest'anno siamo riusciti a fare grandi cose".

Come ha festeggiato la promozione in Serie A?
"E' stata una festa strana. Da una parte ero contentissimo perché abbiamo raggiunto l'obiettivo stagionale al quale tenevo molto dopo la retrocessione dell'anno scorso, quello di risalire era un mio chiodo fisso; la promozione però è arrivata in un momento difficile per tutto il mondo, nel quale non potevamo neanche avere vicini i nostri tifosi per festeggiare insieme".

Ha avuto il timore che potessero interrompere definitivamente il campionato e potesse sfumare la promozione? 
"La stagione si è interrotta nel nostro momento migliore, nel quale stavamo letteralmente volando. Ma lo stop non dipendeva da noi, così come non potevamo essere noi a decidere se tornare in campo o meno. Io mi sono concentrato su quello che poteva fare la squadra nella quale ho sempre avuto fiducia, sul tenermi in forma anche stando in casa per poi essere pronto in caso di ripresa del campionato. E quando siamo ripartiti, abbiamo ricominciato da dove ci eravamo fermati centrando l'obiettivo finale".

Purtroppo è stata anche la stagione della scomparsa del preparatore atletico Sergio Mascheroni. 
"Quando parlo di Sergio non riesco mai a trovare le parole. Ancora oggi non mi capacito di quello che è successo, faccio fatica a capire e accettare questa situazione. E' stato l'anno più difficile della mia carriera: il giorno prima era lì con noi, in allenamento, e il giorno dopo non c'era più. Per noi era uno di famiglia, un fratello. E' un dolore che porto ancora dentro, e penso che rimarrà per tutta la vita".
È vero che la chiamano Simyaldo?
"E' un soprannome che mi hanno dato i tifosi, si divertono a chiamarmi così. Ma non posso paragonarmi a un fuoriclasse come Cristiano Ronaldo, è impossibile".

Che ricordi ha di quella rovesciata contro la Juve nel 2018?
"Bellissimi. E' stato un momento importante, mi ha cambiato la vita. Quel giorno ho preso più consapevolezza e fiducia in me stesso, avevo capito che potevo fare gol a chiunque. E' stato un momento di svolta per la mia carriera, mi ha aiutato a crescere".

Com'è cambiata secondo lei la Serie A rispetto a quella di due anni fa? 
"E' sempre stato un campionato difficile, ma negli ultimi anni il livello si è alzato grazie all'arrivo di campioni come Cristiano Ronaldo, Eriksen e Lukaku. Ci sono tanti giocatori fortissimi. Sappiamo che per noi sarà dura, ma daremo sempre il massimo e vedremo dove riusciremo ad arrivare".

Ha già studiato un’esultanza per il primo gol? 
"No, non l'ho mai fatto. Di solito decido sul momento. L'esultanza più bella è l'abbraccio insieme ai miei compagni, ogni gol è il risultato di un lavoro collettivo. Ultimamente però non sto esultando: non me la sento in uno stadio senza tifosi, in un periodo nel quale il mondo intero sta vivendo una situazione delicata. Se segno sono contento, ma una parte di me non è felice per quello che sta succedendo. E quando non sono felice al 100% preferisco non festeggiare".

C'è una maglia che ha già puntato?
"Ne ho qualcuna, ma non sono un fissato. Quest'anno mi piacerebbe avere quella di Cristiano Ronaldo, ma credo sia normale. Vediamo se riesco a prenderla. Poter stare vicino a lui è un sogno".