La morte di Gigi Radice ha scosso il mondo del calcio e l'ambiente granata. Attraverso un comunicato pubblicato sul proprio sito ufficiale, il Torino ha così voluto ricordare l'allenatore che nel 1976 ha portato la squadra granata sul tetto d'Italia: 

"Il Presidente Urbano Cairo e tutto il Torino Football Club - dirigenti, dipendenti, allenatori, calciatori, settore giovanile – profondamente addolorati, esprimono il commosso cordoglio e la vicinanza ai famigliari di Gigi Radice, mancato oggi all’affetto dei suoi cari e dei suoi tantissimi amici.   Con Radice ci lascia un Grande del nostro calcio: dapprima come giocatore, la cui esperienza si è distinta principalmente nel Milan con cui vinse tre campionati e soprattutto la Coppa dei Campioni nel 1963. Poi come allenatore, in una carriera durata trent’anni che lo ha visto alla guida di importantissimi club quali Torino, Milan, Inter, Fiorentina, Roma, Bologna. E’ con il Toro che si è superato con lo scudetto del 1976 e con il secondo posto nella stagione successiva, conclusasi con 50 punti sui 60 a disposizione. Non bastarono a bissare il tricolore: la Juventus riuscì a farne 51.
Con il pressing a tutto campo e con il suo calcio totale è stato uno straordinario innovatore e dunque un Maestro, una guida per generazioni di tecnici. Nessun altro vanta una milizia superiore alla sua sulla panchina granata: 374 partite dal 1975 al 1980, e poi dal 1984 al 1989, sfiorando un’altra volta lo scudetto con il secondo posto nella stagione 1984-85.   Radice è entrato nella Storia della nostra Società e nel cuore di tutti i tifosi, oltreché per le sue riconosciute competenze, per il carattere e per il suo spirito indomito, qualità che lo hanno contraddistinto anche come uomo, sino all’ultimo. Tutto il Torino FC abbraccia con profondo affetto la moglie, signora Nerina; le figlie Elisabetta e Cristina, il figlio Ruggero.   Il calcio perde uno straordinario professionista, il Toro piange un amico. Ciao Gigi, non ti dimenticheremo mai".