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Rodrigo Palacio, attaccante dell’Inter, proveniente dal Genoa, si sta dimostrando giocatore di sicuro affidamento, sia in zona gol che per il gioco della squadra.

Quando si parla di Top Player “classico” spesso si intendono giocatori dal valore economico ultra elevato, capaci di catalizzare l’attenzione a suon di gol, di stare là davanti ad attendere qualche pallone giocabile per scaraventarlo in qualche maniera nella rete avversaria, che mal digeriscono l’inserimento a partita in corso. Eppure ci sono giocatori che hanno caratteristiche leggermente diverse da questi, ma che sanno in ugual modo dare un contributo fondamentale e spesso essere determinanti.

Palacio in panchina ci sta (non che sia felice si può immaginare), ma quando entra sa essere determinante anche in un tempo o in 30 minuti, non è costato cifre folli, ha senso del gol, buon tiro, corre e si muove per la squadra, sa distribuire assist e dialogare con i compagni: sa fare tutto ciò che un allenatore gradirebbe da un proprio attaccante.

Eppure quando si parla di Top Player difficilmente si pensa a Rodrigo Palacio, ma si chiamano in causa giocatori del calibro di Van Persie, Tavez, Ibrahimovic, Falcao, Suarez e simili.

Palacio è un Top Player atipico, un calciatore che sa essere determinante anche se non arriva a 25-30 reti in campionato (anche se in Italia 30 reti è un traguardo non facilmente raggiungibile, mentre in altri campionati tale quota è solitamente più facile).

Palacio è un calciatore che si muove tendenzialmente largo e che anche da quella posizione, leggermente defilata, sa essere in qualche modo incisivo e dare un contributo fondamentale alla squadra.

Questo è un Top Player atipico, ma sempre di Top Player comunque si tratta.