Un gol dai molteplici significati. Soprattutto perché Jorginho nella sua carriera non ha abituato a segnare tanti gol, anzi, tutt’altro. Con la maglia del Napoli, il centrocampista italo-brasiliano ha realizzato solo due reti in Coppa Italia, zero tra Serie A e Champions League. Fino a ieri, poi è arrivato quello del raddoppio contro il Nizza, nei preliminari per la qualificazione ai gironi della massima competizione europea. Sul dischetto i tifosi del Napoli aspettavano Dries Mertens o Lorenzo Insigne, invece si è presentato Jorge Luiz Frello Filho, in arte Jorginho. Il centrocampista classe 1991 con grande freddezza ha trovato il gol, il primo in azzurro in Champions League. 

RIGORISTA A VERONA - Non è un caso che sul dischetto sia andato proprio Jorginho. L’italo-brasiliano a Verona era il rigorista numero uno nella stagione 2013/2014, in Serie A. 5 dei 7 gol realizzati in 18 partite con la maglia dell’Hellas erano arrivati proprio dagli undici metri. Non casuale, appunto, la scelta di Maurizio Sarri di mandare sul dischetto il proprio regista, leader silenzioso del centrocampo. L’agente del giocatore, Joao Santos, all’indomani della sfida col Nizza ha dichiarato a Radio CRC: “Aveva già tirato i rigori ai tempi del Verona. A Napoli era solo questione di tempo, ieri ha giocato bene e la vittoria della squadra ha esaltato la sua prestazione. Era importante vincere in casa, non era facile”. 
LA GERARCHIA - Questione di tempo, ora può essere arrivato quello di Jorginho dagli undici metri. In casa Napoli non c’è una vera e propria gerarchia: i rigoristi sono Dries Mertens e Jorginho, volta dopo volta decideranno chi dovrà presentarsi dagli undici metri. Ieri il penalty se l’è procurato Mertens, ma quando Jorginho gli si è avvicinato, il belga non ha avuto dubbi nel cedergli il pallone. Un bel segnale da parte del capocannoniere della scorsa stagione azzurra. Jorginho con grande sicurezza si è presentato sul dischetto, ha guardato il portiere fino alla fine e l'ha spiazzato, completamente. Un rigore da manuale per lui, infallibile dagli undici metri sin dai tempi di Verona. "Dedica? E' tanto che non faccio gol, quindi lo dedico a tante persone - ha dichiarato dopo la partita col Nizza. A tutta la mia famiglia, ai compagni, ai tifosi. Anche a Ventura? Sì, certo".

LA NAZIONALE - Un gol per allontanare la concorrenza di Amadou Diawara e per avvicinarsi alla Nazionale di Gian Piero Ventura. Quel Gian Piero Ventura che lo ha escluso dalle gare di qualificazione ai prossimi Mondiali e anche dalle amichevoli. “Se mi sono pentito di aver scelto la nazionalità italiana e non quella brasiliana? Non lo so - ha dichiarato Jorginho in una recente intervista a La Gazzetta dello Sport - ma so che non condivido le scelte di Ventura, a volte neanche le capisco. In certi momenti mi pare che si voglia negare l’evidenza. Non saprei cos'altro dire”. La risposta del CT azzurra non si era fatta attendere: “Sono sorpreso e anche un po’ stupito dalle sue parole. Lo ritengo uno dei migliori interpreti del suo ruolo di metodista. Per come stiamo giocando ora non c’è un ruolo per lui, ma se un domani avremo la necessità di giocare con il metodista verrà sicuramente preso in considerazione”. Nell’anno dei Mondiali, Jorginho vuole prendere per mano il centrocampo del Napoli e conquistare una chiamata nella Nazionale di Ventura. È finito il tempo delle frecciatine, ora Jorginho vuole far parlare i fatti.