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Dieci mesi di intransigenza e poi il ritorno al compromesso. Il Consiglio della Figc ha deciso oggi di far tornare la federazione sui propri passi in materia di multiproprietà, dopo che nemmeno un anno fa aveva deciso di inasprire le regole e impedirle anche nel caso di società le cui squadre non disputano lo stesso campionato.

Con la decisione di oggi l'applicazione di questa disciplina restrittiva, prevista a partire dall'inizio della stagione 2024-25, è stata spostata in avanti di altri quattro anni: se ne riparla all'inizio della stagione 2028-29. Con buona pace di chi, dopo il caso che ha coinvolto la Lazio e la Salernitana (entrambe sotto il controllo del presidente e patron laziale Claudio Lotito fino alla vigilia della stagione calcistica 2021-22), chiedeva che non vi fosse più spazio per situazioni analoghe.

A questa richiesta la federazione guidata da Gabriele Gravina aveva dato risposta negli ultimi giorni di settembre 2021 stabilendo che entro quattro stagioni calcistiche andassero risolti tutti i casi di multiproprietà presenti nel nostro calcio, e senza guardare al fatto che le società interessate militassero in campionati differenti (condizione che aveva consentito a Lotito di gestire Lazio e Salernitana fino a quando la squadra granata, un anno fa, è stata promossa in Serie A).
Dunque era stato inviato un avviso nei confronti della famiglia De Laurentiis , proprietaria di Napoli e Bari, e di Maurizio Setti, proprietario di Hellas Verona e Mantova. Che però hanno reagito in modo diverso. Setti, come suo solito, ha mantenuto un profilo più basso. Non altrettanto è stato nel caso di Aurelio De Laurentiis, che dallo scorso settembre ha provato a disinnescare la norma attraverso i tribunali sportivi vedendosi dare torto due volte. Ciò che però non lo ha fatto desistere, anzi. Un ulteriore ricorso è stato presentato nei giorni scorsi presso il Collegio di Garanzia del Coni, ma è stata prospettata anche l'eventualità di rivolgersi ai tribunali extra-sportivi. Si paventava dunque un conflitto lungo e destabilizzante. Che evidentemente la Figc ha preferito evitare.

Ovvio che il più lieto di apprendere la notizia fosse De Laurentiis senior, che ha festeggiato come se avesse azzeccato un terno al lotto e dichiarato di dismettere ogni intento di azione risarcitoria. C'è da capirlo. In fondo ha appena saputo di avere altre sette stagioni piene per decidere se vendere il Napoli o tenere il Bari inchiodato alla Serie B. Il padrone è lui e adesso può farlo ancor più liberamente.