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Il Milan torna ad assaporare il dolcissimo gusto di una vittoria nel derby. Ci riesce dopo quattro anni e nove mesi di attesa. E' stata la prima, e meritata, vittoria in un derby di Stefano Pioli. Che non sbaglia una mossa da mesi e ringrazia quel campione infinito che risponde al nome di Zlatan Ibrahimovic. Affamato, nonostante i 39 anni e i tanti titoli alle spalle. Il numero undici rossonero abbatte l'Inter, nel giro di tre minuti, con una doppietta che proietta il Milan in vetta solitaria dopo quattro turni. E riscatta il derby perso, in maniera rocambolesca, nel febbraio scorso quando quando una sua doppietta non bastò per avere la meglio sui ragazzi allenati da Antonio Conte.
MALDINI CHIAMA IL RINNOVO - Aveva ragione Ibrahimovic su tutta la linea. Non era arrogante quando affermava che con lui in campo dalla prima giornata il Milan sarebbe stato da scudetto. Forse l'obiettivo non è alla portata, ma la mentalità che vuole dare ai giovani compagni è quella giusta. Grazie ai suoi richiami e consigli Calhanoglu è diventato un top, Leao determinante e lo stesso Saelemaekers mostra giocate e personalità. Sulla classe nessuno potrebbe mai nutrire alcun dubbio, Zlatan è un artista del calcio. Sorprende, e molto, l'intensità che riesce a mettere in campo per ottanta minuti abbondanti. Non vuole lasciare nulla al caso, riesce ancora a determinare nelle partite che contano. Quattro gol in due derby non si mettono a segno per caso. Ibrahimovic può giocare anche dopo i 40 anni, ne è sicuro anche Paolo Maldini che ha annunciato (nel pre-partita) che con Raiola si discuterà anche del rinnovo dello svedese e non solo quello di Donnarumma. Un segnale inequivocabile lanciato anche alla società: Ibrahimovic è il totem al quale il Milan dovrà aggrapparsi anche nella prossima stagione.