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    Libia, prove di libertà: si torna a giocare una partita di calcio dopo sette anni

    Libia, prove di libertà: si torna a giocare una partita di calcio dopo sette anni

    • Andrea Barbuti
    Domani, 25 marzo 2021, sarà una data storica per la Libia. Alle 21 locali (20 italiane) si giocherà la prima partita di calcio in suolo libico da quando, sette anni fa, si era intensificata la guerra civile. La selezione di casa affronterà la Tunisia nella penultima partita delle qualificazioni alla prossima Coppa d’Africa, che si giocherà a gennaio 2022.

    Probabilmente, il concetto di normalità è sconosciuto alla maggior parte della popolazione della Libia. L’ex colonia italiana, passata sotto il dominio della Gran Bretagna dopo la Seconda Guerra Mondiale, ha conosciuto l’indipendenza nel 1951. La relativa libertà è durata quasi un ventennio, fino all’insediamento di Gheddafi (nel ’69), il cui regime è caduto solo con l’insurrezione del 2011. Dalla fine della dittatura in poi, la Libia non ha conosciuto altro che guerre civili, che si sono intensificate nel 2014, con il colpo di stato del generale Haftar.

    Dopo anni di bombardamenti, durante l’autunno 2020 è stato finalmente raggiunto il cessate il fuoco permanente fra le due principali fazioni opposte. I due premier (quello di Tripoli, ufficialmente riconosciuto dall’ONU e quello di Tobruk, facente riferimento al generale Haftar) si sono dimessi e sono stati sostituiti, il 10 marzo, da un governo di unità nazionale che guiderà il paese fino alle elezioni, pianificate nel 2022. Lo scorso 16 febbraio la federazione di calcio africana (CAF) ha dato il via libera al ritorno del calcio negli stadi del paese, fissando la fatidica data a domani, 25 marzo. Il luogo scelto per questo tentativo di ritorno alla normalità ha un significato particolare: si giocherà allo stadio di Bengasi, intitolato ai “martiri della rivoluzione di febbraio" del 2011.

    Venendo agli aspetti puramente calcistici, che comunque in situazioni del genere passano necessariamente in secondo piano, domani sera la Libia cercherà di riaprire il discorso qualificazione contro la Tunisia, ventiseiesima nel ranking fifa e seconda fra le africane, dopo il Senegal. Il girone è composto da quattro squadre - passano le prime due – ed è giunto alle battute finali.

    La Tunisia, prima nel girone, ha la possibilità di conquistare la qualificazione matematica domani, ma è priva della sua stella Khazri. La Libia è ultima, con tre punti, ma vincendo si regalerebbe l’opportunità di giocarsi il tutto per tutto all’ultima giornata, contro l’abbordabile Tanzania, cercando il sorpasso su quest’ultima e sulla Guinea Equatoriale, attualmente seconda con 6 punti. Il giocatore più importante della selezione libica è il mediano ventiquattrenne Al Musrati, del Braga, oltre al fantasista del Crotone, Benali, attualmente, però, non convocato.

    Dovesse riuscire nell’impresa, la selezione guidata da Ali El Margini, conquisterebbe una partecipazione alla Coppa D’Africa che manca dal 1982. Al potere c’era ancora Gheddafi e ci sarebbe rimasto ancora a lungo. Il 2022 sarà invece l’anno delle prime elezioni libere. Sarà ricordato principalmente per questo, ma se fosse impreziosito da un ritorno della Libia in Coppa d’Africa, sarebbe ancora più memorabile.

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