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Infinito Cristiano Lucarelli: il Napoli gli ruota attorno, il tecnico Walter Mazzarri lo considera implacabile nell’area piccola e lui lo ringrazia con una doppietta al Grosseto nell’ultimo test del ritiro in Val di Sole. Un cuore grande così, un idillio con la realtà azzurra sbocciato come non gli succedeva dai tempi di Livorno: «Perché io a Napoli ho ritrovato proprio la mia città d’origine, cioè com’era 15 anni fa. La stessa umanità della gente, la stessa semplicità, lo stesso calore che mi riporta indietro nel tempo».
Una seconda giovinezza a quasi 36 anni, si direbbe. Ma, a proposito, che cosa avrebbe fatto Lucarelli se più di quindici anni fa non avesse scelto di imboccare la strada del calciatore?
«Il veterinario, non ho dubbi. Ho tre cani, due Labrador e un Akita Inu, quello del film con Richard Gere, più due gatti meticci. Fin da piccoli, con mio fratello Alessandro, portavamo a casa tutti i cuccioli che trovavamo per strada e davamo loro ristoro. Anche mia figlia Alisia ama gli animali: va alla scuola di equitazione di Agnano. Con l’altro mio figlio Mattia e mia moglie Susanna siamo davvero una grande famiglia. Il mio sogno è costruire un ricovero per animali abbandonati, qualcosa di utile davvero. Potrei allestirne uno a Napoli e, in piccolo, fare così qualcosa per questa città».
Infinito e incredibile Cristiano Lucarelli: la ricordavamo a capo della Unicoop Impresa a Livorno, la società impegnata nell’imbarco e sbarco delle grandi navi.
«Invece molti si ricordano soltanto della mia esperienza da editore: volevo regalare a Livorno il secondo giornale cittadino. Poi è andata male, ma io ho dato la possibilità a molta gente di lavorare, anche di far diventare qualcuno professionista e, comunque, di farlo accedere alle liste di collocamento… Eppure ho riscontrato poca riconoscenza».
Ed invece il terminal portuale a Livorno, da lei salvato nel giugno 2008, come procede?
«Abbiamo il bilancio in positivo da tre anni. Vi lavorano duecento soci, ho investito tanto. Quando presi la decisione, il mio commercialista mi disse che sarebbe stato un “massacro”. Me lo chiesero mio padre Maurizio, attuale amministratore delegato, e tutti i soci che conoscevo fin da piccolo. Il primo anno versai una cifra vicina al milione di euro, ero consapevole del rischio ma credevo fortemente nell’iniziativa. Adesso mi occupo da presidente degli aspetti più diplomatici: ho sottoscritto un accordo con la «TTT Lines» per la tratta Catania-Livorno, oltre all’importante commessa con Tirrenia per la Livorno-Cagliari. Due accordi che il destino ha voluto fossero legati un po’ a Napoli, visto che TTT Lines e Tirrenia sono due compagnie di navigazione molto importanti in città».
Lucarelli amico degli animali e della gente: in futuro potrebbe trasferirsi stabilmente sotto il Vesuvio?
«Intanto mi impegnerò per dimostrare di valere ancora a questi livelli e ripagare la fiducia di Mazzarri. La città, come ho detto, ce l’ho nel sangue: ho girato, sono andato nei quartieri a rischio come Scampia e Secondigliano, io tutta la violenza che raccontano non l’ho vista. Napoli non è come la descrivono, cioè solo immondizia. Non è così. Per accontentare mia figlia, che a Napoli nell’ultimo anno si è trovata benissimo, le ho fatto frequentare nelle ultime settimane un campus estivo con le sue affezionate compagne di corso: quando le ho comunicato che saremmo rimasti almeno un’altra stagione, è impazzita di gioia».
E ci racconta, Lucarelli, com’è andata invece la vicenda del suo contratto in bianco col presidente De Laurentiis?
«Avevo detto in effetti che non avrei avuto problemi dal punto di vista economico in caso di riconferma. Il presidente mi ha chiamato, mi ha detto che sarebbe stato contento di riavermi ancora in squadra, ovviamente penso ci sia stato lo zampino dietro del mister. Ma De Laurentiis alla storia del contratto in bianco non ha fatto minimamente cenno: con me si è comportato da vero signore. So già a chi dedicare i prossimi gol».