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Nel calcio, come in tutti gli sport di squadra, si vince e si perde tutti insieme. Da buon capitano, Icardi lo sa e infatti ha regalato ai suoi compagni un Rolex da 5 mila euro per il titolo di capocannoniere vinto nello scorso campionato. Però è innegabile che spesso i singoli fanno la differenza, nel bene e nel male. 

IVAN E RADJA - Sarà un caso, ma i due peggiori in campo a Wembley sono stati gli stessi che alla vigilia avevano rilasciato delle dichiarazioni quanto meno discutibili. Perisic sogna di giocare in Premier League, Nainggolan non nasconde di bere e fumare. Entrambi sono imprescindibili per Spalletti, che li schiera sempre e comunque nelle partite più importanti. Questione d'esperienza e di equilibri tattici, che finiscono per penalizzare il talento di Lautaro Martinez. 

CON MAROTTA... - L'arrivo di un dirigente serio e capace come Marotta non può risolvere tutti i problemi come per magia, ma darà subito un contributo importante almeno sotto l'aspetto della comunicazione. Scommettiamo che d'ora in poi nessun altro nerazzurro scivolerà in altri autogol del genere a livello d'immagine e di parole o comportamenti fuori luogo. 

"SQUADRACCIA" - Per quanto riguarda la partita, il risultato è giusto. Quando giochi per il pareggio, alla fine perdi. Nonostante una coppia di difensori centrali quasi impeccabili come Skriniar e de Vrij. Al contrario del Tottenham, l'Inter non ha mai dato la sensazione di poter essere pericolosa in avanti. Basti pensare al fatto che le conclusioni più insidiose sono arrivate da fuori area con i due terzini: D'Ambrosio e Asamoah. Ora i nerazzurri, dopo le trasferte con Roma e Juve in campionato, giocano a San Siro col PSV Eindhoven. E, per qualificarsi agli ottavi di finale, nell'ultima giornata della fase a gironi devono fare meglio degli inglesi, attesi dalla trasferta di Barcellona. Chi non ci avrebbe messo la firma subito dopo il sorteggio? No, questa Inter non è una "squadraccia".