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L’argentino si racconta alla stampa spagnola: «Vado d’accordo con tutti,
qui sono a casa». Sulla vita privata: «Diventare padre è la cosa più bella»
 
L’argentino Lionel Messi ha smentito di essere un «piccolo dittatore» nello spogliatoio del Barcellona ed ha assicurato che la città ed il club catalani sono la sua casa, il posto dove è cresciuto. Messi lo ha detto in una intervista concessa ai giornali catalani “Mundo Deportivo” e “Sport”, dove ha parlato di differenti aspetti della vita personale e sportiva. Come ad esempio, quello di chi lo accusa di essere un «piccolo dittatore», tentando di imporre i suoi criteri su quelli del resto dei suoi compagni. «Piccolo dittatore? Nonostante quello che si dice, i miei compagni sanno già che non lo sono», ha affermato a “Sport”. In relazione allo stesso tema, ha chiarito al ”Mundo Deportivo” che non c’è alcun problema di rapporti con lo spagnolo David Villa, che recentemente si è lamentato durante una partita che non gli passava il pallone. «Andiamo d’accordo, come con tutto lo spogliatoio. È una grande persona e non litiga con nessuno perché è molto difficile litigare per il carattere che ha», ha insistito l’argentino.  
 
Inoltre, Messi ha parlato del possibile arrivo del brasiliano Neymar in un futuro prossimo. «I buoni giocatori possono giocare insieme tutti quanti, più sono e meglio è». Su Barcellona, Messi ha assicurato che è casa sua. «È dove sono cresciuto, nel club ed in questa città». E poi ha parlato anche della sua imminente paternità come «la cosa più bella che gli accade nella vita». Quanto al Real Madrid, Messi ha sottolineato che «è una delle migliori squadre del mondo e contro di loro sono le partite più belle». E su Cristiano Ronaldo, attaccante del Real Madrid e rivale per il Pallone d’Oro, ha aggiunto che «è uno dei migliori giocatori del mondo».  
 
Messi ha evitato di entrare in polemiche e sul difensore centrale del Real Madrid, Pepe, semplicemente l’argentino si è limitato a dire che «è un grande difensore». Infine Messi ha affermato che «è un privilegio» stare nello spogliatoio del Barcellona ed essere «parte del migliore Barcellona della storia, non solo per tutto quello che ha vinto, ma per il suo gioco».