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Di questo Milan ancora alla ricerca di certezze piace la capacità di rimanere «dentro» la partita fino alla fine, nonostante tutto; piace la solidità difensiva (il Parma non ha praticamente mai impegnato Donnarumma), piace - infine - quell’idea di squadra che gli ha dato Pioli.

Detto questo: Piatek è un pianto, il polacco non è più riconoscibile; la manovra si snoda lungo percorsi ormai noti anche a chi non mastica calcio, ovvero sulle fasce dove Suso e Cahlanoglu fanno tutto per benino, senza mai però un lampo di imprevedibilità. Il Milan ha vinto al Tardini perché ci ha messo più voglia del Parma, questo è assodato. Ci ha provato fino alla fine ed è stato premiato. Quando la partita sta declinando verso un finale che sembra inevitabile - uno 0-0 scolpito nella pietra - il Parma fa una frittatona difensiva e consente al Milan di centrare una vittoria pesantissima, che dà fiducia a una squadra ordinata, disciplinata e però prevedibilissima in tutte le sue giocate.

La vittoria se non altro consente al Milan di migliorare la classifica, superando la Fiorentina e agganciando il Torino. Il gol nasce (a due minuti dal 90°) da una buona intuizione di Bonaventura, che dal limite impegna Sepe. La respinta del portiere è corta, Darmian è in anticipo ma calcia in maniera maldestra e sbilenca, addosso al compagno di squadra Bruno Alves. Il pallone sbatte sul portoghese e finisce inaspettatamente in posizione di tiro per Hernandez, che è lesto a colpire di esterno sinistro, beffando l’uscita di Sepe. 

A proposito: i 3 gol fin qui segnati dal terzino Hernandez (gli stessi di Piatek) lo portano ad essere il capocannoniere dei rossoneri. Theo ha sempre segnato in trasferta e sempre nella ripresa, a conferma che nei momenti decisivi il ragazzo si fa sentire. E così il Parma per la seconda volta consecutiva viene si vede sfilare via punti al fotofinish: la settimana scorsa era successo al Dall’Ara, con Dzemaili che aveva agguantato il gol del pareggio al 95°.

Vittoria meritata, quella del Milan. Basti dire che i rossoneri hanno tirato in porta 27 (ventisette) volte senza mai subire un solo tiro nello specchio della porta. E ancora: il Milan ha avuto un possesso palla del 66,4%, meglio aveva fatto solo a Verona (con Giampaolo in panchina) quando era arrivato al 70,4%. E’ la seconda vittoria di Pioli, la prima l’aveva ottenuta contro la Spal, sempre per 1-0. Per evitare prosettive sbagliate: quest’anno il Milan ha vinto contro le seguenti squadre: Spal e Parma (con Pioli), Brescia, Verona e Genoa (con Giampaolo).




IL TABELLINO

Parma-Milan (primo tempo 0-0)

Marcatori: 44’ s.t. Hernandez (M)

Parma (4-3-3): Sepe; Gagliolo, Alves, Iacoponi, Darmian; Barillà (18’ s.t. Grassi), Brugman (25’ s.t. Cornelius), Hernani; Kulusevski, Kucka, Gervinho (42’ s.t. Sprocati). All. D’Aversa

Milan (4-3-3): Donnarumma; Hernandez, Romagnoli, Musacchio, Conti; Calhanoglu, Bennacer, Kessie (25’ s.t. Krunic); Bonaventura, Piatek (18’ s.t. Leao), Suso. All. Pioli

Arbitro: Paolo Valeri

Ammoniti: 13’ s.t. Bennacer (M), 16’ s.t. Iacoponi (P), 44’ s.t. Hernandez (M)