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I Miami Heat, contro ogni pronostico, si sono qualificati per le finali della Eastern Conference. Uno splendido risultato che mancava dalla stagione 2013/2014, l’ultima del Re, LeBron James, a Miami. Di cose ne sono cambiate parecchie: tanti giocatori hanno vestito la casacca degli Heat ma senza riuscire a replicare quelle grandi vittorie.

Poche sono rimaste le costanti. L’allenatore è sempre lo stesso, Erik Spoelstra. A guidare la franchigia c’è ancora quella vecchia volpe di Pat Riley, uno che in NBA ha scritto diverse pagine di storia. Gran parte del merito di questa fantastica stagione è da attribuire a questi due personaggi, ma non solo.

Vediamo quali sono i 5 motivi che hanno portato i Miami Heat alle finali ad Est.
5 - L’esplosione di Bam Adebayo - Essere candidati al premio di Most Improved Player (giocatore più migliorato da una stagione all’altra) è solo la dimostrazione dell’impatto avuto da Bam Adebayo sul campionato degli Heat
. Le medie dell’anno scorso recitavano 9 punti scarsi e poco più di 7 rimbalzi per partita. Adesso si è passati a 16.2 punti e 10.5 rimbalzi di media, cui si aggiungono anche 5 assist, un dato non indifferente per un giocatore che nasce come centro e che non fa del passaggio la sua arma principale. Adebayo invece, oltre ad un atletismo fuori dal comune e una grande forza fisica, garantisce anche tanta qualità con la palla in mano. Ed è anche uno dei perni della grande difesa di Miami, grazie alla sua eccellente mobilità. Insomma, senza questo Adebayo non esisterebbero nemmeno questi Heat.



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