4
Giugno è un mese meraviglioso. Il primo caldo, i primi bagni, quell’assaggio di estate che verrà, ma che deve ancora iniziare: l’attesa del piacere della bella stagione, che diventa il piacere stesso, come diceva la pubblicità del Campari (sì, c'è chi pensa sia una frase dell'azienda, giuro). A giugno ci sono le prime abbronzature, si ritorna a mangiare gelati, gli uccellini cinguettano, Ferrero inizia a parlare di amore, di gente che si vuole bene e di calciomercato, e sciami di cavallette iniziano a planare su Corte Lambruschini, tentando di spolpare la formazione blucerchiata. Neppure giocatori tipo Vieira o Gabbiadini rimangono esclusi da questo meccanismo, ma ormai ci siamo abituati. Sono convinto che persino i Predatori dell’Arca Perduta in cuor loro sappiano che non riusciranno a portare via i tesori nascosti alla dirigenza della Samp con due soldi, ma questo è un altro discorso.

Nel frattempo, a Genova si registra la frenesia per la vicenda allenatore. Curioso notare come tanti fieri oppositori di Marco Giampaolo storcano adesso il naso nel leggere i candidati alla panchina della Samp. Purtroppo però talvolta bisogna fare i conti anche con altri elementi, non solo con le sensazioni e il mercato fatto a parole: bisogna tenere conto di tetti salariali e di ambizioni, due discriminanti abbastanza importanti per scremare tra quello che si potrebbe fare e quello che in realtà si può fare. Quanto sia complicata la scelta, comunque, è sotto gli occhi di tutti. Tra i nomi che circolano infatti non ce n’è uno che metta pienamente d’accordo tutti, né Pioli né Semplici o Liverani, né Gattuso né Di Francesco (che comunque costano tanto, forse troppo per la Samp). Non piacciono troppo neppure le piste ‘estere’, che conducono ai Paulo Sousa o ai Bielsa, tanto per fare due esempi.

La verità è che il tecnico perfetto, quello che non sbaglia una scelta, valorizza tutti i giocatori, sa adattarsi alle partite e costa poco, non esiste. Più facile magari trovare un compromesso, cercando di creare una buona alchimia e individuando quelli che sono i paletti a cui fare riferimento. Si vuole un buon amministratore di giovani, un motivatore, o un efficace gestore di calciatori? La Samp è chiamata ad una scelta che prima di tutto è ideologica, e poi gestionale. 

La posta in gioco è altissima. I blucerchiati sanno di non poter sbagliare nulla, specialmente in una stagione così delicata e di passaggio. I periodi di transizione sono sempre delicatissimi, vi ricordate la prima campagna acquisti di Ferrero, con l’addio di Mihajlovic e lo scambio di testimone con Zenga e Montella? Quella Samp ha rischiato tantissimo, credo che Ferrero si sia preso una bella strizza, e non voglia ripetere l’esperienza. Qui però veniamo al secondo punto, ossia a quella sensazione di frenesia che circola per Genova. 

Siamo ad inizio giugno, ed è legittimo aspettarsi una scelta a stretto giro di posta, diciamo nel corso della prossima settimana. Ma ritengo sia più urgente per la Sampdoria sbrogliare prima altre tematiche. Ad esempio: a chi verrà affidata la parte gestionale dell’area tecnica? In passato il ruolo è stato ricoperto da Pradè prima, e da Sabatini poi. Se Osti era stato affiancato a dirigenti simili, evidentemente il lavoro da svolgere era abbastanza corposo da richiedere l’impegno di due figure professionali distinte. La Samp può farne a meno, oggi? Considerando anche il clima che regna attorno alla società, tra voci sulla cessione e magagne di Ferrero, presunti litigi con Romei e questione stadio da condurre in porto? Attenzione, perché la questione non è affatto slegata dal comparto più strettamente 'sportivo', connesso alla squadra e alla sua gestione quotidiana. Messo a posto questo tassello, il Doria potrà concentrarsi anima e corpo sulla questione allenatore, anche se sono certo che già adesso ai piani alti di Corte Lambruschini stiano soppesando pro e contro. Non ci dimentichiamo che Giampaolo fu ufficializzato dalla Samp il 4 luglio 2016, ad oggi siamo ancora al 7 giugno. C’è ancora tempo, ma preferisco una settimana senza certezze ad una scommessa sbagliata. Basta già la contemporanea presenza in Serie A di Lecce e Brescia, ad evocare brutti ricordi. Gradirei non averne altri.

Instagram
@lorenzomontaldo
Twitter
@MontaldoLorenzo