Commenta per primo

La 'rivoluzione' di gennaio, che ha colpito il Siena nel mese appena terminato, potrà essere valutata solo tra qualche partita. I nuovi giocatori infatti dovranno avere il necessario periodo di adattamento sia dal punto di vista tecnico-tattico che linguistico. Chi però sembra essere già abbastanza in sintonia con nuovo campionato e una nuova squadra sembra essere Innocent Emeghara, che dopo il buon esordio di Udine ha contribuito in modo decisivo al successo ai danni dell'Inter di domenica scorsa. A Iachini serviva un attaccante in grado di variare il tema tattico, abile cioè a giocare in profondità e a dare una diversa attitudine alla squadra nella partite in cui può essere sfruttata l'arma del contropiede. Ad esempio contro le  grandi, che contro le piccole come il Siena cercando di fare la gara finiscono inevitabilmente per scoprirsi.

Per questo motivo il tecnico bianconero ha puntato tutto sul nuovo numero dieci a sua disposizione, preferendolo a Bogdani e Paolucci e schierandolo in posizione centrale in un tridente atipico, composto da tre piccoletti che hanno letteralmente fatto ammattire la rocciosa e piuttosto ferma retroguardia di Stramaccioni. Con il prossimo rientro, anzi esordio, di Pozzi, Emeghara potrebbe comunque conservare il posto in attacco, visto che grazie alle sue doti pare possibile una convivenza con una prima punta di peso come l'ex Sampdoria. In ogni caso Iachini adesso si gode il suo nuovo attaccante, salito agli onori della cronaca e offuscato solo dalla doppietta del figlior prodigo Balotelli nella domenica calcistica appena trascorsa.

Contro l'Inter Emeghara ha dimostrato di saperci fare in varie fasi di gioco e di avere al momento un'invidiabile condizione fisica. Moltissimi gli scatti e le rincorse fatte dal giovane nigeriano, sempre alla ricerca del modo giusto di aiutare la squadra anche nei, rari, momenti di difficoltà. È ancora molto presto per capire se il talento di Emeghara potrà essere davvero decisivo nella difficilissima rincorsa che attende la Robur, ma di sicuro era difficile attendersi un esordio migliore dal primo minuto per un esordiente assoluto del campionato italiano. Dalla sua Emeghara ha però molti anni trascorsi in Europa, dove è arrivato giovanissimo dalla natia Lagos, capitale delle Nigeria, nei quali è riuscito ad affinare tecnica e stile, unendoli alla sua grande abilità nella corsa.

Alto 1.70, la punta classe 1989 a suon di gol si è guadagnata, in seguito alla naturalizzazione svizzera, la maglia della Nazionale elvetica, prima Under 21 e poi maggiore, sotto la guida di un santone del calcio europeo come Ottmar Hitzfeld, ricordato per i suoi successi sulle panchine di Borussia Dortmund e Bayern Monaco. Il passaggio nella Ligue 1 francese, più competitiva di quella elvetica, lo ha inoltre strutturato maggiormente dal punto di vista fisico. Nel mezzo dell'esperienza al Lorient, dal quale è arrivato in prestito con diritto di riscatto, Emeghara ha potuto anche giocare le Olimpiadi di Londra 2012, disputando le tre partite con la maglia della selezione svizzera. A Siena può imparare - e dare - ancora molto.