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A distanza di giorni dalla finale di Coppa Italia, prosegue la polemica a distanza fra Francesco Totti e Mario Balotelli. Dopo l'intervista nella quale l'attaccante nerazzurro ha ribadito di aver ricevuto un insulto razzista dal capitano giallorosso durante il match dell'Olimpico, ora è Antonio Conte, il legale della Roma, a tornare sull'episodio, facendo particolare riferimento alle dichiarazioni di Mino Raiola, il procuratore di Balotelli ("Fino a che Totti non viene a dirlo a me che non ha offeso Mario io non ci credo, per me rimane un razzista. Comunque Francesco non può picchiare un calciatore da dietro: Totti ha fatto delle scorrettezze a tutte le squadre d'Italia, può giocare solo all'Olimpico", aveva dichiarato Raiola). Il legale giallorosso parla il giorno dopo il ricorso (respinto) presentato dalla Roma contro la squalifica di quattro turni di Coppa Italia inflitta a Totti per l'espulsione susseguente al calcione a Balotelli: "Il ricorso di Totti era più che altro simbolico - spiega Conte alla trasmissione radiofonica romana Te La Do Io Tokyo, in onda su Centro suono sport -. Il calcio di Francesco a Balotelli aveva avuto una risonanza mediatica quasi da gogna ed era giusto dargli la possibilità di spiegare con delle dichiarazioni ciò che è avvenuto. Il gesto di Totti era certamente censurabile, ovviamente si è scusato, è stato giudicato con 4 giornate di squalifica perchè se il fallo è particolarmente grave si danno 3 giornate più 1 per la premeditazione. Ma le ignobili dichiarazioni del personaggio del procuratore di Balotelli sono indegne".