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Mentre infuria il dibattito dopo una seconda giornata di campionato ricca di episodi controversi, il Var e il suo utilizzo sono diventati l'argomento che ha scatenato una vera e propria bagarre tra il portiere della Juventus Gianluigi Buffon e i vertici arbitrali. Il duro sfogo, davanti a microfoni e telecamere, del capitano bianconero dopo il match contro il Genoa ha lasciato il segno e con esso una malcelata irritazione da chi si sta adoperando per rendere più efficace l'impatto di uno strumento che presenta ancora delle criticità. Del resto, siamo soltanto all'inizio della fase di sperimentazione, ma sono stati sufficienti soltanto 180 minuti per rendere il clima incandescente.

FIGC IN IMBARAZZO - Dopo la partita di "Marassi", Buffon aveva usato questi toni: "Il Var non mi piace, si usa troppo per cose inutili, sembra di giocare a pallanuoto. Di questo passo, arriveremo ad avere 55 calci di rigore a partita. Non è più calcio, ma pallone da laboratorio". Concetti chiari, forti, espressi da un simbolo del calcio italiano e dal capitano della Nazionale, volto di quella Federcalcio che è stata tra le prime ad aprire all'introduzione della tecnologia a supporto dell'arbitro e che ora si vede sconfessata da uno dei suoi portabandiera. Su questo aspetto e sul fatto che, soltanto una settimana prima dopo Juve Cagliari, Buffon avesse utilizzato argomenti più concilianti ("Ben venga il Var, porterà più tranquillità"), si fonda il fastidio del mondo arbitrale, che non prende posizioni ufficiali ma informalmente rispedisce le critiche al mittente. 
NICCHI FURIOSO - "Non siamo nemmeno partiti e c'è già chi fa la moviola alla moviola: siamo fuori di testa". Il presidente dell'Aia, Marcello Nicchi non nasconde il proprio disappunto per le critiche che hanno accompagnato il debutto del Var in serie A. Dopo le prime due giornate di campionato anche il capitano della Juventus e della Nazionale, Gigi Buffon si è espresso contro l'uso spropositato da parte degli arbitri del nuovo mezzo tecnologico. Diverso il punto di vista di Nicchi, che senza entrare nel merito delle polemiche e dei casi contestati si dice convinto che la strada imboccata è quella giusta: "I risultati sono sotto gli occhi di tutti. C'è tanta gente che commenta, a volte anche a sproposito, ma noi andiamo avanti tranquilli", dice all'Adnkronos il presidente dell'Associazione italiana arbitri. "Quello del Var -conclude Nicchi- è un progetto in cui noi crediamo e sul quale abbiamo investito insieme alla federazione. E non si torna indietro".