Un comunicato impietoso. È quello con cui la Procura Federale della Figc ha reso noti i deferimenti dei vertici di Chievo e Cesena, e dei club stessi, per la vicenda delle plusvalenze gonfiate denunciata da noi di Calciomercato.com e successivamente ripresa e approfondita da Striscia la Notizia grazie ai servizi di Moreno Morello. Tutto partì a gennaio, con due nostri articoli pubblicati nei giorni 24 (LEGGI QUI) e 27 (LEGGI QUI). Si parlava delle esagerate plusvalenze realizzate da Chievo e Cesena grazie allo scambio di calciatori giovani, provenienti dai rispettivi settori giovanili. Calciatori che poi sono stati smistati a club delle categorie dilettantistiche, o in qualche caso sono tornati in prestito al club cedente, e infine si sono inabissati. Col risultato che i soli effetti di questi trasferimenti sono stati sui bilanci dei club, fortemente potenziati negli attivi relativamente alle plusvalenze e alla quota dei diritti pluriennali sulle prestazioni dei calciatori.

Abbiamo portato avanti questa inchiesta in solitudine, mentre il resto della stampa sportiva guardava altrove e i cosiddetti esperti di finanza calcistica celebravano "l'ennesimo bilancio chiuso in utile". Né dopo l'ingresso in campo di Striscia la Notizia è cambiato l'atteggiamento del sistema dei media. Per non dire della penosa figura rimediata dal Commissario Straordinario della Figc, che in via incidentale è anche presidente del Coni, e che sulla vicenda ha tenuto un atteggiamento minimizzante.

Rispetto a tutto ciò, il deferimento odierno da parte della Procura Federale, che spedisce davanti alla Sezione Disciplinare del Tribunale Federale Nazionale il Chievo e il Cesena, è un atto d'accusa che va oltre il mondo del calcio. Di tutte queste implicazioni parleremo domani, con un articolo più analitico. Per adesso ci limitiamo alla cronaca. E a riferire i dati essenziali. Che parlano di un deferimento che colpisce innanzitutto i due club, per responsabilità diretta e oggettiva. Stessa sorte per presidenti e consiglieri delle due società. Sul lato Chievo, si tratta di Luca Campedelli, Piero Campedelli, Giuseppe Campedelli, Michele Cordioli e Antonio Cordioli. Sul lato Cesena, i deferimenti toccano a Giorgio Lugaresi, Gabriele Valentini, Graziano Pransani, Mauro Urbini, Marino Vernocchi, Walther Casadei, Mauro Giorgini, Claudio Manuzzi, Annunzio Santerini, Gianpiero Ceccarelli, Christian Dionigi, Guido Aldini, Roberto Checchia, Samuele Mariotti e Roberto Desiderio. Una lunga lista di nomi. Ma ancor più lo è quella dei calciatori coinvolti, alcuni dei quali sono delle novità anche per noi. Sono i seguenti: Haddou, Tomassini, Mahmuti, Bartoletti, Foletto, Andreoli, Eziefula, Sarini, Tosi, Rodriguez de Miguel, Zambelli, Grieco, Placidi, Garritano, Borgogna, Rigione, Zoppi, Asslani, Cantarelli, Drudi, Parol, Mansi, Galassi, Di Cecco, Fonte, Romano, Gkaras, Magrini, Concato, Mazzavillani.
Le accuse? Pesantissime. Nel caso del Chievo, e con riferimento ai bilanci annuali e alle relazioni semestrali che vanno dal 30 giugno 2014 al 31 dicembre 2017, si parla di "plusvalenze fittizie per complessivi € 25.380.000 e immobilizzazioni immateriali di valore superiore al massimo consentito dalle norme che regolano i Bilanci delle società di capitali per complessivi € 23.850.000, condotte finalizzate a far apparire un Patrimonio Netto superiore a quello realmente esistente alla fine di ciascun esercizio e di ciascun semestre, così da ottenere la Licenza Nazionale e l’iscrizione al campionato di Serie A delle stagioni 2015/2016, 2016/2017 e 2017/2018 in assenza dei requisiti previsti dalla normativa federale". Importi diversi ma accusa identica per il Cesena, relativamente ai bilanci annuali e alle relazioni semestrali che vanno dal 30 giugno 2014 al 31 dicembre 2017: "plusvalenze fittizie per complessivi € 25.800.000 e immobilizzazioni immateriali di valore superiore al massimo consentito dalle norme che regolano i Bilanci delle società di capitali per complessivi € 27.330.000, condotte finalizzate a far apparire un Patrimonio Netto superiore a quello realmente esistente alla fine di ciascun esercizio e di ciascun semestre, così da ottenere la Licenza Nazionale e l’iscrizione al campionato di Serie B delle stagioni 2015/2016, 2016/2017 e 2017/2018 in assenza dei requisiti previsti dalla normativa federale". Messaggio chiaro: senza queste pratiche, i due club non avrebbero potuto (e dovuto) iscriversi ai campionati.

Il deferimento della Procura Federale arriva in un momento che vede il Cesena a rischio di scomparire, proprio a causa di una situazione debitoria che il gioco delle plusvalenze ha aggravato. Quanto al Chievo, piazza a Malta bond sul rendimento di Valter Birsa. Invece noi di Calciomercato.com, e gli amici di Striscia la Notizia, abbiamo fatto solo il nostro mestiere. Che è quello di indagare e informare. Attività sempre più rare, mentre intorno a noi, altri si occupano di fare pubbliche relazioni. Continuino pure. Noi insisteremo per la nostra strada. Senza guardare in faccia nessuno.

@pippoevai