La paura è il sentimento principale che aleggia in questo momento sul Milan di Mihajlovic, una squadra che sta provando ad uscire dal suo momento di difficoltà applicando le idee e i concetti dell'allenatore ma con troppo poco spazio lasciato all'improvvisazione. Non vedo quei 3-4 giocatori di spiccata personalità in grado di risollevare il gruppo, non vedo ragazzi liberi di testa che azzardino la giocata più complicata, il passaggio filtrante o l'iniziativa personale in più. Sono cambiati diversi calciatori questa estate, ma la maglia di un club del blasone del Milan continua a pesare troppo per alcuni di loro. Mihajlovic sta lavorando su diverse soluzioni tattiche, sta cercando di deresponsabilizzare in parte i suoi calciatori creando un'identità di gioco che ancora che non c'è, ma anche chi scende in campo deve dare di più. Resto convinto che Sinisa sia la persona giusta per risollevare questa squadra. Sorrido quando vengono attribuite delle etichette agli allenatori ed è successo anche con lui: lo si vuole far passare solo per il tecnico caratteriale e di forte personalità, ma anche dal punto di vista tattico è un professionista assolutamente completo.

Un altro allenatore che era stato giudicato con eccessiva fretta è Maurizio Sarri, che a Napoli sta confermando tutte le sue qualità. Ha avuto l'intelligenza e l'umiltà di mettere momentaneamente da parte le proprie idee e col 4-3-3 ha dato maggiori certezze ed equilibrio al gruppo. Rispetto al Milan, il Napoli non è una squadra che deve vincere per forza e questo gli ha dato la possibilità di lavorare in maniera intensa su un sistema di gioco che è il vero punto di forza. Sarri è la dimostrazione vivente che anche nel nostro campionato sia possibile coniugare bel gioco con risultati importanti; ha creato una base tattica importante che ha dato sicurezze a giocatori che poi sono bravi ad esprimere singolarmente le loro doti. Sono particolarmente felice per il momento attraversato da Lorenzo Insigne, un ragazzo rimasto serio e sereno anche nei momenti di maggiore difficoltà. Ha subito tante critiche ma ha saputo mostrare il suo grande carattere e in questo 4-3-3, dove ha la possibilità di percorrere meno chilometri rispetto a quanto avveniva nel sistema di gioco adottato da Benitez e arriva più lucido nella zona calda. E' un giocatore molto importante perchè sa abbinare la quantità alla qualità, segna e fa segnare: è davvero in un momento magico. Così come sembra rigenerato Higuain, che ha saputo cambiare certi atteggiamenti che lo scorso anno hanno rischiato di compromettere il suo rapporto con i compagni. Ha capito di essere visto come un leader, un riferimento per gli altri e, oltre ad essere di suo un grande campione, oggi si fa amare di più e i risultati si vedono in campo.

Napoli sogna traguardi importanti e così fa Firenze, dove si respira un'atmosfera davvero fantastica che mancava da tanto tempo. Così come per Sarri, anche Paulo Sousa sta fondando i suoi successi sull'aver creato un'identità che manca ancora a diverse squadre del nostro campionato. I viola giocano in una maniera ben precisa, ben consapevoli di quello che devono e voglio dare e il gruppo ha acquisito molte certezze. L'ambiente è carico, è innamorato di questi giocatori e, paragonando il suo cammino a quello del Napoli, mi piace pensare che queste squadre possano resistere ancora a lungo nei quartieri della classifica e creare un affetto ed un senso di attaccamento tale da spingere molti giovani e giovanissimi a scegliere da oggi e per tutta la vita il tifo per loro.