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Ci hanno spostato il derby di un giorno. L'attesa sarà più lunga, lo sfogo appena terminato il primo giorno di lavoro settimanale. 'Odio i lunedì', cantava Vasco Rossi, ma quello dell'8 aprile sarà speciale e qualcuno lo amerà. La stracittadina è la partita dove i protagonisti in campo per qualche minuto passano in secondo piano. Le telecamere, le emozioni saranno puntate sugli spalti. Dove saremo tutti noi. La nostra fidanzata, nostro fratello, gli amici, magari con bandiere e sciarpe diverse. Ma il derby a Roma inizia molto prima. 

A Trigoria sono pronti ad una magia: spostare le lancette indietro di circa 36 ore per far scattare la passione e i colori già dalla domenica mattina. Il d.g. Baldini ha una pazza idea che in un altro contesto, in un altro Paese, sarebbe la pura normalità: ovvero aprire i cancelli del 'Fulvio Bernardini' ai tifosi. Per l'ultimo abbraccio durante le prove generali, prima del grande evento. La squadra formerebbe un'unica anima con la propria tifoseria. Un po' come accadde qualche settimana fa in vista della partita contro la Juventus.

'Siamo la Roma' urlò nello spogliatoio il preparatore di Totti, Vito Scala. Quella Roma che 'senza paura' andò a riscaldarsi sotto la propria curva, dopo le tre sberle prese dalla Sampdoria. In quei momenti si costruì la vittoria, una magica empatia. Totti calciò un missile sotto la propria gente. La rete miracolosamente trattenne il pallone. La Roma vinse e si ricordò di essere la Roma. A Palermo se n'è dimenticata. Occorre una rinfrescatina di memoria.