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Il presentatore del Festival di Sanremo, Amadeus ha dichiarato in un'intervista alla Gazzetta dello Sport: "Intuivo le capacità di Zlatan Ibrahimovic, ma non me lo aspettavo così forte, ha sorpreso anche me. Averlo con noi era una scelta che sembrava una follia, ma lui ha colto subito la sfida, è stato intelligente, fantastico e soprattutto ha fatto squadra. Dietro le quinte è sempre stato carino, si informava, mi chiedeva 'come va?, stai bene?, come sono andato?': ha un modo carismatico di fare gruppo, ho conosciuto un grande uomo. Quando ho saputo che era rimasto bloccato in autostrada mi sono detto: 'succedono tutte a me?'. Ma non avevo calcolato chi è Ibra: un supereroe. Quando è arrivato sul palco ho pensato 'lassù qualcuno ci ama'. Ringrazio il motociclista che lo ha accompagnato, è stato fondamentale, ringrazio il Milan e i tifosi, in tanti erano a Sanremo. Ibra può fare l’attore vero, ha la faccia che buca il video e i tempi giusti, è stato una rivelazione per tutti. Ci siamo salutati con l’idea di pranzare insieme a Milanello, quando si potrà". 

"Le differenze con Cristiano Ronaldo? Entrambi carismatici, disponibili, educati, senza atteggiamenti da primadonna. I grandi sono così. Con Ibra si è instaurata un’amicizia perché tante serate dietro le quinte uniscono, mi piacerebbe riavere Cristiano in qualche altra situazione, e prima o poi un interista. Il testo del monologo è stato tutto scritto da Ibra? Certo! Come puoi dettargli qualcosa? Ho sempre sostenuto che il Milan è una squadra molto forte, compatta, che non molla mai: l’Inter dovrà rimanere molto concentrata per puntare allo scudetto. Chi temo di più tra Milan e Juve? Entrambe. I bianconeri sono abituati a vincere, i rossoneri hanno entusiasmo e consapevolezza e presto recupereranno proprio Ibrahimovic". 
"Antonio Conte ha inviato un messaggio di complimenti a me e a Fiorello, lo stimo moltissimo. Mi piace come affronta le cose, come punta dritto a un obiettivo. Anch’io sono così. Quando sono convinto di una scelta la porto avanti con rispetto e determinazione. Se scelgo Ibra come ospite, una canzone, una scenografia, e ne sono convinto, non ho paura di sbagliare. Come ha detto Zlatan nel suo discorso, gli errori ti aiutano. Non è presunzione, è consapevolezza, è passione. Non sono cocciuto, ascolto i pareri di tutti, anche di mio figlio. Con Eriksen l'Inter è perfetta, ma anche con Vidal, Brozovic, Barella e Perisic alla Eto’o".