Commenta per primo
C'è chi arriva e chi se ne va. Questo in sintesi il resoconto di questa settimana atalantina.

Sul fronte del mercato, l'Atalanta ha acquistato per 3,5 milioni dal Sassuolo, Jasmin Kurtic. Un centrocampista duttile che può dare molte possibilità di scelta a mister Reja: Kurtic, infatti, può giocare benissimo davanti alla difesa come mezz'ala nel centrocampo a tre e, considerando che il tecnico vorrebbe proprio puntare su una linea di mezzo alternativa alla quartina, Kurtic pare essere la prima testimonianza di questo cambiamento. Se poi consideriamo che giocatori come Cigarini, Moralez e Zappacosta, quest'ultimo a quanto pare richiesto dal Liverpool ( anche se la società ad oggi sembra smentire), giocatori che per anni sono state le fondamenta di questa squadra sono in discussione, rinvestimenti tecnici altri dovranno essere fatti per rimpolpare e dar nuova personalità all'Atalanta 2015/2016.
In attesa di ulteriori sviluppi, lascia definitivamente la casacca, non da giocatore, ma da dirigente, il mago di Zingonia: Mino Favini. L'arrivo di Costanzi in società ha chiaramente 'portato via' del lavoro, delle competenze, delle responsabilità che sino a poco tempo fa spettavo all'anima del settore giovanile di Zingonia. Inutile togliere il giocattolo in cambio di una caramella con l'intento di tener a Bergamo il Mino nazionale come mero presidente onorario della realtà giovanile atalantina. Sebbene abbia ormai un'importante età, Favini è una persona ricca ancora di motivazioni, dalla volontà di conquistare nuovi traguardi e tra Atalanta e Como, stavolta, vince la proposta comaschese che se lo riporta a casa dopo 24 anni atalantini passati tra gioie e difficoltà. Difficile direi se l'Atalanta abbia posto fine a un ciclo con coscienza o se Favini abbia fatto la sua fortuna lasciando l'Atalanta; probabilmente, dopo tanti anni di 'convivenza', si è giunti a un bivio o semplicemente a una strada a fondo chiuso per cui, di fronte evidentemente a richieste, esigenze e motivazioni differenti, è bene congedarsi e proseguire su fronti diversi. Sebbene Favini, per la sua umiltà e la sua cultura, mancherà ai bergamaschi. A lui e a Kurtic il nostro in bocca al lupo, il primo per la sua partenza e il secondo per il suo arrivo. Ma pur sempre inizi sono.