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Cagliari, insulti razzisti a Maignan e Tomori. I precedenti con Balotelli, Lukaku e Kean. Pioli: 'Intollerabili'

Cagliari, insulti razzisti a Maignan e Tomori. I precedenti con Balotelli, Lukaku e Kean. Pioli: 'Intollerabili'


Al termine della sfida fra Cagliari e Milan si è scatenata non troppo lontana dalla curva della tifoseria sarda, una maxi rissa che ha visto protagonisti praticamente tutti i giocatori in campo, ma anche i dirigenti e gli allenatori dei due club, Maldini in primis, impegnati nel dividere i propri calciatori. Una rissa nata perché al termine della gara il portiere francese del Milan, Mike Maignan, è stato preso di mira dalla tifoseria di casa con insulti di stampo razzista e lancio di bottigliette.

INSULTI RAZZISTI -  Una provocazione che ha portato il portiere a reagire portando le mani alle orecchie e che, con l'arrivo di Tomori al suo fianco ha portato la curva ad accentuare la contestazione. Insulti razzisti che Tomori non ha ulteriormente gradito invitando l'arbitro a prenderne coscienza e portando il capitano del Cagliari Joao Pedro a reagire, scatenando poi il parapiglia finale.

I PRECEDENTI - Purtroppo non è la prima volta che la curva del Cagliari si rende protagonista di questi episodi deprecabili dato che già in passato episodi simili si erano riproposti prima con Mario Balotelli già nel 2009 quando ancora vestiva la maglia dell'Inter, poi con Romelu Lukaku nel 2019 ancora in maglia nerazzura e infine, ancora nel 2019 contro la Juventus rivolti a Matuidi e Kean che esultò provocatoriamente proprio sotto la curva di casa.

PIOLI: 'INTOLLERABILI' -La società del Cagliari più volte si è esposta negativamente nei confronti dei suoi tifosi applicando daspi e ban ad personam, ma probabilmente non basta e non è bastato. Del resto anche lo stesso Pioli a fine partita ha ribadito in tv: "Maignan mi ha detto che non è possibile sentire certi insulti. Anche Tomori mi ha detto la stessa cosa. Certe cose non devono succedere e sul fatto che non siano più tollerabili siamo tutti d'accordo".

IL MILAN: 'MOLTA STRADA DA FARE' - 

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