Calciomercato.com

  • Che fine ha fatto? Comandini, dai due gol all'Inter nel 6-0 al giro del mondo e il surf

    Che fine ha fatto? Comandini, dai due gol all'Inter nel 6-0 al giro del mondo e il surf

    • Alessandro Di Gioia
      Alessandro Di Gioia
    Esistono carriere che durano una vita e non regalano momenti degni di essere ricordati per sempre, ci sono invece singoli momenti o partite che ti fanno entrare di diritto nella leggenda. Lo sa bene il protagonista della rubrica "Che fine ha fatto?" di oggi, uno dei bomber che ha caratterizzato la fine degli anni '90 e i primi del 2000, e che rimarrà sempre nel cuore di tutti i tifosi del Milan: Gianni Comandini da Cesena

    DALLA PROVINCIA CON FURORE - Cresciuto nelle giovanili della squadra della sua città, si impone subito all'attenzione degli addetti ai lavori per la sua duttilità e la capacità di giocare sia da prima che da seconda punta: in C1 con i romagnoli disputa tre ottime stagioni, arrivando a centrare la promozione in serie cadetta, con 20 reti realizzate in 62 presenze. Ma è al Vicenza, dove arriva grazie all'esperto dg Sergio Gasparin, che Comandini esplode definitivamente, diventando nella stagione 1999-2000 il miglior marcatore stagionale con 20 reti e guidando la squadra alla vittoria in campionato, che vale la riconquista della Serie A ma soprattutto la chiamata del club più importante d'Italia all'epoca, il Milan di Silvio Berlusconi. I rossoneri mettono sul piatto la bellezza di 20 miliardi per accaparrarsi colui che viene indicato da tutti come l'attaccante più promettente d'Italia.

    DUE GOL PER LA LEGGENDA - L'esordio con la maglia del Milan è con il botto: Comandini segna infatti il gol del 3-1 nel preliminare di Champions League contro la Dinamo Zagabria, illudendo subito San Siro e i suoi nuovi tifosi. Purtroppo per lui però la stagione del Diavolo non è fortunata: la Roma di Capello si laurea campione d'Italia dopo una serrata lotta con la Juventus di Ancelotti, il Milan invece è costretto a lottare fino all'ultimo con i cugini dell'Inter per la quinta e la sesta posizione, che ai tempi valevano comunque la qualificazione in Coppa Uefa. Comandini è abulico, a tratti impalpabile: disputa solamente 13 presenze in rossonero, con Zaccheroni che, pur essendo cesenate come lui, non gli concede la fiducia necessaria. Quando Zac viene esonerato, Comandini finisce definitivamente nel dimenticatoio, non considerato né da Tassotti prima né da Cesare Maldini poi. L'ariete segna solo 2 reti con il Milan, ma sono due gol che lo proiettano nella leggenda: firma infatti una doppietta nel derby contro l'Inter, un derby che verrà ricordato nei secoli, perché i rossoneri infliggono ai cugini la sconfitta più importante di sempre in una stracittadina. E' l'11 maggio 2001, il Milan batte l'Inter per 6 a 0.

    MR 30 MILIARDI  - Eguaglia Paolo Rossi, unico altro giocatore a segnare due gol nel primo derby disputato, e si conquista un coro tutto suo, che la Curva del Milan canta tuttora quando i rossoneri giocano contro i nerazzurri. Le reti vengono messe a segno nei primi 20 minuti di gara, al 2' e al 19', entrambe su assist di uno scatenato Concorde Serginho. Per l'Inter è la sconfitta peggiore di sempre, per Gianni è la serata che vale una carriera, come dichiarerà lui stesso, ma è anche l'ultima vera gioia come calciatore. L'anno seguente passa infatti all'Atalanta, e diventa l'acquisto più caro di sempre del club bergamasco, che lo paga 30 miliardi: in quattro stagioni non giustifica l'investimento di Ruggeri, disputando solo 48 presenze e segnando la miseria di 7 gol, spesso frenato dagli infortuni. Dopo due brevi e sfortunate esperienze nel Genoa e nella Ternana, nel 2006, a soli 28 anni, a seguito di problemi fisici persistenti, chiude la sua carriera di calciatore professionista. 

    COMANDINI OGGI - Dopo il ritiro, avvenuto anche a seguito di un ambiente, quello del calcio, definito "poco umano", Comandini decide di viaggiare per il mondo, visitando parecchi angoli del pianeta, dal Brasile all'Australia, dall'Africa a Fiji. Appassionato di surf e di musica, tanto da provare anche la carriera di dj in un locale comprato con amici, è tornato a Cesena, dove ha aperto un ristorante e dove si occupa della Polisportiva Forza Vigne, squadra amatoriale affiliata al Centro Sportivo Italiano e fondata nel 1983 dal padre Paolo. E' bello ricordarlo con una frase che fa comprendere tanto del Gianni Comandini uomo: "La vita è fatta di cicli, per molti il calcio ha rappresentato la parte più importante della loro vita, per me ha rappresentato una parte importante che mi ha permesso di fare altro". I tifosi del Milan non lo dimenticheranno mai, e probabilmente nemmeno quelli dell'Inter...

    @AleDigio89

    Altre Notizie