112
Lunga a intervista della Gazzetta dello Sport a Dani Alves, terzino del Brasile, con un passato nella Juventus: "Il calcio è diventato molto fisico, i giocatori oggi sono delle bestie atleticamente. Però il calcio resta uno sport per chi ha i piedi buoni, per chi sa far circolare la palla, colpirla bene, fare un assist. Correre è un altro sport. La gente si sta fissando molto su questa cosa del fisico e mi è venuto un dubbio: il calcio è di chi corre di più o di chi gioca meglio?".

IL TERZINO DEVE DIFENDERE O ATTACCARE? - "la gente non sa cosa dice. Dipende sempre dalla squadra in cui giochi. Se tu metti un giocatore estremamente difensivo nel Barcellona non ha senso, e allo stesso modo un laterale offensivo in un team che predilige la difesa non è nel posto giusto. Un esempio: io nella Juve. Quella Juve era una squadra che strutturalmente era fatta per difendere. Io spingevo ma la cosa finiva per entrare in conflitto con l’idea della squadra, e per questo non giocavo quanto mi sarebbe piaciuto. Bisogna scegliere il giocatore adeguato alle esigenze della squadra".
BRASILE - "La squadra si è adattata al calcio moderno senza perdere la sua essenza. Il Brasile oggi non ha eguali per quantità di giocatori brillanti, però siamo anche molto equilibrati. Sono in nazionale da 16 anni e questo è il miglior momento per noi a livello di giocatori. Il Brasile è sempre favorito, per tradizione e storia. Cose che contano in questi tornei".

MBAPPE' E NEYMAR - "Un grande giocatore deve sempre sapere e capire chi ha accanto, i compagni potenziano le tue qualità. Mbappé è un fenomeno però non ha ancora capito che chi gioca con lui in attacco è più fenomeno di lui. Neymar e Messi sono unici: vedono e fanno cose che nessuno vede o riesce a fare. Devi essere intelligente per approfittare del loro potenziale, sono i due geni del calcio. Io penso di saper toccare bene la palla, ma quando giocavo con Leo la palla la davo a lui, e se gioco con Ney, la palla la do a lui. Se Mbappé dà la palla a quei due fa 150 gol".