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Non è certo la prima volta che il Qatar, stato ospitante dei prossimi Mondiali, finisce nel mezzo di una vera e propria bufera mediatica. Il Paese in questione si è reso già protagonista di numerose controversie che spaziano dalla figura femminile perennemente vittima del patriarcato alle condizioni disumane con cui gli operai sono costretti a lavorare ogni giorno. I dubbi sono molteplici e le polemiche, feroci, si susseguono da mesi ininterrottamente.

L’ultima protesta, cronologicamente parlando, è arrivata dalla Norvegia, nazione che – tra le altre cose – già in passato aveva minacciato di boicottare i Mondiali come forma di dissenso verso la legge qatariota. Il Tromsø è una piccola squadra della massima serie norvegese, residente nell’omonima città, che di recente ha presentato un nuovo kit dal design stilizzato e fantasioso, con su impresso un QR code.
Il codice, se scannerizzato, rivela immagini e documenti di testo raffiguranti le barbarie che operai e addetti ai lavori sono stati costretti a subire. Nel file si può prendere coscienza delle condizioni a cui questi uomini vanno incontro, confinati a decine dentro stanze piccolissime dove l’igiene scarseggia e costretti ad una vita di stenti.

La maggior parte di questi lavoratori, letteralmente schiavizzati, condannati a orari improponibili per poche monete, proviene dal Medio Oriente, e le numerose morti susseguitesi da diversi mesi hanno acceso ancor più intensamente i fari sul Qatar. Un paese dalla disponibilità economica certamente importante, ma che ancora una volta dimostra di essere povero quando c’è da tutelare i diritti e la dignità degli esseri umani.