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Un dato da cambiare, con urgenza, per poter continuare a sognare non solo lo scudetto, ma anche tutte le altre competizioni in cui l'Inter è ancora in corsa. Il ko con la Lazio ha infatti evidenziato come, ancora una volta, la squadra di Antonio Conte fatichi a mantenere una situazione di vantaggio sprecando energie fisiche e mentali.

LE RIMONTE SUBITE - Andando oltre la prestazione, che non solo a giudizio di Antonio Conte è stata positiva, quella dell'Olimpico è stata l'ottava rimonta subita dall'Inter da posizione di vantaggio in stagione. Le altre due più clamorose sono state inevitabilmente quelle di Champions contro Borussia Dortmund e Barcellona che sono costate l'eliminazione dal torneo, ma anche in campionato con (Lazio, Parma, Fiorentina, Atalanta, Lecce e Cagliari)  i nerazzurri non sono riusciti a consolidare e quindi mantenere, la posizione di vantaggio acquisita (spesso) nei primi minuti della gara. 
CONDIZIONE E TATTICA - Nell'analizzare questo dato si deve partire da un presupposto: Conte nel suo 3-5-2 utilizza una pressione importante e sempre in avanti. Una sorta di gegenpressing come quello del Liverpool di Klopp che però funziona al 100% soltanto con una condizione atletica impeccabile. Non è un caso, infatti, che la maggior parte delle rimonte subite sia arrivato da dicembre a febbraio quando Conte ha dovuto fronteggiare un problema evidente sia di infortuni che di stanchezza nei suoi titolarissimi.

COME LA JUVE DI ALLEGRI - Il calendario che aspetta l'Inter fra Europa League, Coppa Italia e campionato non accenna a placarsi e allora quale può essere la soluzione in attesa di recuperare smalto, brillantezza e infortunati? La risposta potrà non essere gradita a Conte che, infatti, non ha alcuna intenzione di modificare l'attitudine della sua squadra. Eppure con l'acquisto di Eriksen, la carta che Conte ha nel mazzo è quella di "imitare" la Juventus di Allegri che, una volta in vantaggio, raramente si faceva mettere sotto scacco. Abbandonando il gegenpressing in situazioni di vantaggio a favore di una copertura più arretrata degli spazi e una gestione dei ritmi attraverso il palleggio grazie alla qualità di Eriksen e Brozovic, i nerazzurri guadagnerebbero anche la possibilità, ormai negata da tutti gli avversari, di attaccare la profondità in contropiede. Snaturarsi (soltanto a vantaggio acquisito) per ritrovarsi. Questa Inter può e deve farlo.