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Infortuni, cambio di allenatore, moduli tattici diversi, decisioni arbitrali penalizzanti. La crisi di risultati dell'Inter ha diverse cause ma buona parte della situazione attuale è determinata dalle prestazioni sottotono di alcuni giocatori. Su tutti, quelle dei nuovi arrivati: Jonathan, Alvarez, Zarate, Castaignos, Poli e soprattutto Forlan, sbarcato a Milano per sostituire un mostro sacro come Samuel Eto'o.

Sei nuovi acquisti, tutti ampiamente sotto la sufficienza dopo un mese di gioco. Jonathan non è Maicon e non lo può diventare, Poli non si è mai visto causa infortunio, Castaignos non sa fare l'esterno d'attacco e parte da ultima punta nelle gerarchie di Ranieri. Restano i sudamericani Alvarez, Zarate e Forlan, una delusione direttamente proporzionale alle grandi aspettative.

Ricky Maravilla in questo inizio di stagione è stato schierato un pò ovunque, da esterno d'attacco, da centrocampista nello schieramento a tre e da trequartista, il ruolo che predilige, con risultanti scadenti. I 12 milioni spesi per strapparlo al Velez ad oggi sembrano un investimento azzardato. Zarate ha segnato un gol importante a Mosca ma non è mai stato continuo, come ai tempi della Lazio. C'è infine Forlan, la copia sbiadita del giocatore ammirato con Atletico Madrid, Villarreal e con la nazionale uruguaiana. Cinque partite di campionato, un solo gol realizzato, nel ko di Palermo. Numeri tutt'altro che da campione.