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Alvaro Morata è tornato sugli scudi, dopo le due reti in Champions League con la Juve che gli hanno concesso di eguagliare Alex Del Piero, in rete per cinque partite di fila nella massima competizione europea: 

SULL'ESULTANZA - "In quel momento ero molto felce, è per questo che ho esultato così. Ma aspettiamo per capire l’importanza che può avere l’ultima vittoria. Noi, comunque, abbiamo grande fiducia nella svolta. Finora non abbiamo avuto tanta fortuna in campionato ma, come ho anche detto prima della partita ai miei compagni, quando si gioca al massimo e si gioca come sa giocare la la Juve allora si può vincere contro qualsiasi formazione al mondo. Ora, semplicemente, dobbiamo iniziare ad avere in Italia lo stesso rendimento che abbiamo in Europa. Anche se in serie A è più difficile esprimersi visto che ci sono meno spazi, gli avversari sono più chiusi e coperti".

SULLE RESPONSABILITA' - "Sento di avere tante responsabilità, sì. Ma in realtà le abbiamo tutti: chiunque giochi per un club come la Juventus, deve sapere che la maglia è pesante e va onorata in un certo modo».
SUL DIRITTO DI RECOMPRA - "Cosa posso dirvi? Dopo ogni gol qualcuno mi ricorda che i tifosi temono un mio addio... Visto che è così, spero che mi facciate tante volte questa domanda: vuol dire che segnerò ancora parecchio! Ma dal mio punto di vista rispondere sarebbe una mancanza di rispetto per questa società, per questi compagni. Vesto la maglia della Juventus e mi concentro sulla Juventus".

SULLE RETI ALLE SPAGNOLE - "E’ andata abbastanza bene contro le spagnole, ho tanti amici in Spagna che mi scriveranno. Qualcuno manderà qualche messaggio non tanto... amable. Però io sono felice perché abbiamo vinto, era importante farlo».

SU DEL BOSQUE - "Un messaggio specifico? No, non c’è niente da dire. Non a parole, almeno. I messaggi bisogna mandarli in campo cercando di dare il massimo. E’ giusto che lui faccia le sue scelte, io devo solo impegnarmi».