La Juventus poteva fare cassa con Daniele Rugani. Cassa pesante, perché 40 milioni più ricchi bonus fino a sfondare il muro dei 45 milioni totali erano pronti sul piatto bianconero per il difensore plasmato da Maurizio Sarri a Empoli, non a caso lo stesso allenatore che lo pretendeva tra i primi rinforzi del suo Chelsea. E allora incontri, rilanci, tentativi continui di un'operazione che non è mai decollata fino al traguardo: Marotta e Paratici non hanno gradito l'insistenza finale, la trattativa ha vissuto momenti di tensione fin quando la Juve ha ribadito all'agente del giocatore di non volerlo vendere. Rugani resta, messaggio chiaro di fine luglio.

IL RETROSCENA - La dirigenza bianconera avrebbe preferito tenere Caldara e Rugani, cedendo un centrale più esperto come Benatia. Ma essendo necessario inserire Caldara nell'operazione Higuain come condizione imprescindibile posta dal Milan, la Juve ha fermato qualsiasi ipotesi di cessione per Rugani: affidabile, italiano, perfetta conoscenza dell'ambiente bianconero che è un fattore da non sottovalutare. La Juventus ha scelto di tenere il suo difensore piuttosto che privarsi anche di lui oltre che di Caldara, rinunciando a una plusvalenza importantissima per avere in rosa un difensore giovane in un reparto ricco di over 30. Con buona pace del Chelsea che ha visto sfumare tutto, Allegri prepara il rilancio di Rugani nelle prossime settimane...