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Ci è voluto l’uomo in meno. E anche con un Sassuolo ridotto in dieci, la Juve è riuscita a tornare in vantaggio solo a nove minuti dalla fine (Ramsey) per poi arrotondare il conto al 92’ con Ronaldo, il peggiore come a San Siro, con l’unica differenza che questa volta ha segnato uno dei suoi tanti gol inutili, dopo averne sbagliato almeno un paio di quelli utili.

Il Sassuolo, anche in dieci, non solo ha giocato a calcio sempre, e meglio della Juve, ma ha pure pareggiato i conti (Defrel) otto minuti dopo il primo vantaggio di Danilo.

In parità numerica non sarebbe certo finita così, anche se devo essere onesto nel raccontare che Ronaldo e Frabotta con la Juve hanno giocato solo per mettere la firma sul terzo gol (già detto) e per fare, dopo moltissimi errori, un cross buono per Ramsey (il 2-1).

Nonostante la vittoria, dunque, e una conseguente classifica che, pur mantenendola, a meno sette dal Milan, la avvicina all’Inter (meno quattro) e alla Roma (meno tre), la Juve resta esposta a troppi venti. Il tutto con una partita in meno (Juventus-Napoli) che ha un coefficiente di difficoltà molto alto.

Non riesco a capire, dunque, i peana dei nesci juventini che mi insultano con epiteti sanguinosi in un contesto di selvaggio furore. La Juve è quarta, è guidata da un non allenatore, pareggia con le piccole, stenta con le grandi, ha vinto un solo scontro diretto (Milan), ha l’infermeria piena e il prossimo turno è attesa dall’Inter a San Siro. Ragionevolmente dove pensa di poter andare? Se perde con i nerazzurri - e le probabilità sono molte - si ritrova almeno tre squadre davanti, il Milan a più dieci e l’Inter a più sette. E’ il caso di scatenare una sarabanda come se sul campionato stesse per tornare un alieno?

Partiamo dall’infermeria dove stazionano Alex Sandro, Cuadrado e de Ligt (Covid), ieri sono arrivati McKennie e Dybala (ginocchio), sostituiti nel primo tempo, assai probabilmente oggi vi entrerà Chiesa sul quale è intervenuta in maniera brutale la mannaia di Obiang (l’uomo in meno),  espulso dall’arbitro al 46’.

Tutti i calciatori juventini citati salteranno la Coppa Italia, i tre colpiti dal Covid oltre all’Inter diserteranno anche la finale di Supercoppa con il Napoli, McKennie e Dybala, se tutto va bene, ne avranno almeno per quindici giorni. Comunque, per restare ai superstiti, già mi immagino cosa Hakimi farà al povero Frabotta.

Meglio non pensarci e spiegare come sia stato possibile che il Sassuolo abbia giocato meglio della Juve, nonostante l’espulsione di Obiang, e lo stravolgimento dell’intera squadra. Me la potrei cavare scrivendo che gli emiliani hanno un allenatore vero (De Zerbi) e la Juve uno nominale (Pirlo), ma voglio essere più serio di chi mi espone alle contumelie. Il Sassuolo è una squadra, con un’organizzazione rispettata, mentre la Juve è da sempre un gruppo assemblato di calciatori forti o fortissimi (assieme a qualche colossale mediocre) che vive sulle individualità.

Non si spiegherebbe come altrimenti - correva il minuto 77 della partita - per un minuto intero il Sassuolo abbia tenuto la palla, sul lungo e sul corto, allargando e stringendo, senza che i bianconeri riuscissero - pur con un uomo in più - a rubarla o, almeno, ad oscurare il passaggio.

Sul piano della manovra e, prima di tutto del palleggio, il Sassuolo è di un’altra categoria pur avendo giovani bravi, ma non imbattibili.

Comunque, a dimostrazione che tutto quel che ho detto, è riconducibile alla cronaca, voglio sottolineare che le prime due palle gol della gara, la Juve le ha propiziate nei cinque minuti di recupero del primo tempo, quando cioè Obiang era stato mandato sotto la doccia. Sulla prima, Ronaldo non è riuscito ad arrivare in tempo, mentre la seconda l’ha banalmente sciupata Kulusevski, sostituto di Dybala ,e schierato vicino (ma non troppo) a Ronaldo e alla porta, come lui ama.

Sì, perché, Kulusevski, nonostante l’errore, è entrato subito in partita, ha saltato l’uomo, distribuito suggerimenti ed assist, si è reso imprendibile negli spazi ampi ed è stato funambolico in quelli stretti. Tanto da farmi dire con molto cinismo: ma è proprio un danno l’infortunio di Dybala?

Forse no, il problema è che Pirlo dovrà affrontare anche quello di Chiesa. Il quale, nonostante l’entrataccia di Obiang, è rimasto in campo fino ad una manciata di minuti dalla fine prima di uscire zoppicando.

All’intervallo De Zerbi ha fatto entrare Maxime Lopez togliendo Djuricic e Caputo (al suo posto Toljan). Squadra ridisegnata dal 4-2-3-1 iniziale, con un meno creativo, ma solo sulla carta, 4-4-1. La prima punta era Defrel, il resto un armonioso movimento a cercare di determinarsi lo spazio.

Pirlo, invece, faceva il terzo cambio togliendo Bentancur, tra l’altro ammonito, per inserire Rabiot (diffidato).

Solo gli stolti potevano pensare che la partita fosse indirizzata o, peggio, finita sul gol di Danilo (50’, destro da fuori area, potente e preciso, all’angolo destro della porta di Consigli). Otto minuti dopo, e non certo per caso, ma con un’azione congegnata da sinistra a destra con movimento nello spazio della punta, Traoré ha servito Defrel che ha bruciato Demiral e Bonucci con un diagonale feroce.

E’ stato a quel punto che il Sassuolo ha dato l’impressione di poter addirittura vincere, anche se - quando la Juve entrava in possesso di palla - l’uomo che tutti cercavano era Kulusevski, chiaramente in versione altruistica.

Quando Frabotta ha lisciato una palla e poi commesso fallo (da ammonizione) al limite, ho pensato che la vittoria del Sassuolo fosse vicina. Invece, un attimo dopo, Arthur (ottimo) ha pescato Kulusevski al limite dell’area, gran numero per Ronaldo e conclusione molle, di interno destro, anche se solo davanti a Consigli (parata).

A nove minuti dalla fine la svolta. Frabotta, azionato da Rabiot, ha indovinato l’unico cross della serata, i centrali della difesa emiliana hanno dormito, e Ramsey (sostituto di McKennie) ha messo dentro.

Nonostante il vantaggio e il poco tempo da far scorrere, la Juve si è messa a difesa del risultato, facendo palpitare - ma immagino anche arrabbiare - i suoi molti sostenitori. Così un rinvio dalla difesa di Danilo, ha offerto un inusitato contropiede a Ronaldo che ha agganciato da campione e trafitto Consigli con il suo solito diagonale.

Anche stavolta finisce in gloria, ma così non può durare.


Juve Sassuolo 3-1

Marcatori: 51′ Danilo, 58′ Defrel, 82′ Ramsey, 90+4′ Ronaldo
Juventus (4-4-2): Szczesny; Danilo, Demiral, Bonucci, Frabotta; McKennie (19′ Ramsey) (85′ Morata), Arthur, Bentancur (46′ Rabiot), Chiesa (85′ Bernardeschi); Ronaldo, Dybala (42′ Kulusevski). All. Pirlo. A disp. Pinsoglio, Buffon, Chiellini, Di Pardo, Dragusin, Portanova, Fagioli.
Sassuolo (4-2-3-1): Consigli; Muldur (72′ Oddei), Chiriches (85′ Ayhan), Ferrari, Kyriakopoulos; Obiang, Locatelli; Defrel (67′ Boga), Djuricic (46′ Lopez), Traore; Caputo (46′ Toljan). All. De Zerbi.  A disp. Pegolo, Marlon, Magnanelli, Ayhan, Rogerio, Peluso, Raspadori, Schiappacasse.
Arbitro: Massa di Imperia
Ammoniti: 13′ Bonucci, 17′ Ferrari, 35′ Bentancur, 71′ Frabotta, 79′ Kulusevski
Espulso: 45+1′ Obiang