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Non è né il Manchester City né il Real Madrid, e neppure il Bayern Monaco: Modibo Diakitè va a giocare in Premier League dopo un anno di inattività con la Lazio, e sceglie il Sunderland di Paolo Di Canio. Il difensore, che era in procinto di passare al Napoli prima e all'Inter poi, ha scelto dunque l'Inghilterra. Dopo sette anni in biancoceleste, tra Primavera e prima squadra, saluta tutti e abbandona Roma. Il suo addio però è una sconfitta per la Lazio, purtroppo l'ennesima causata da una cattiva gestione dei rapporti con giocatori e procuratori.

Un rinnovo che poteva starci, una storia di incontri mancati e ripicche da una parte e dall'altra. Nessuna volontà di venirsi incontro. La tenacia di Lotito, convinto di aver fatto un'offerta più che degna, e dall'altra quella del giocatore, che non ha mai provato a venire incontro alla società. Le colpe stanno da entrambe le parti, è evidente, ma chi ci ha rimesso è la Lazio, che ha perso un giocatore a parametro zero, senza monetizzare, risparmiando uno stipendio a dire la verità esiguo. 

La Lazio avrebbe potuto gestire diversamente questa situazione, così come quella di Cavanda, prossimo partente, e di Zarate che addirittura potrebbe svincolarsi. La battaglia di Lotito contro un calcio - a suo dire - controllato da alcuni procuratori eticamente può anche essere giusta, ma il calcio va dalla parte opposta, e forse bisognerà adeguarsi per non ritrovarsi ancora in situazioni simili...