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Donnarumma 7: nel primo tempo è on fire, parata da numero uno su Lukaku, strepitoso su Lautaro, meraviglioso su D’Ambrosio (che parte però in offside). Non può nulla sui gol. 

Conti 5:  titolare per la squalifica di Calabria, parte con l’atteggiamento “Ok, l’importante è non fare danni”. Ha troppa paura di sbagliare e si vede. La punizione del gol nasce da una scivolata fallosa e gratuita su Asamoah.

Musacchio 6: Lukaku è un cliente scomodo, prova in tutti i modi a limitarlo. Spesso ci riesce, dimenticando il fioretto, usando la clava. L'unico della difesa a salvarsi.

Romagnoli 5,5: da capitano indica la via, sbaglia poco fino al gol di Lukaku. Poi fatica.

Rodriguez 4,5: non è il più amato dai tifosi, al 10’ rischia di dar credito a chi lo fischia a ripetizione con un retropassaggio sciagurato che poteva costare caro. Spinge poco, difende male. La scusa dell’uomo d’ordine non regge più. Esce tra i fischi (72’ Theo Hernandez 6,5: fa ammonire due giocatori dell’Inter, parte in sovrapposizione, colpisce un palo. Ora sì, chiedetevelo: perché non gioca?) .

Kessie 6: polmoni, cuore ma anche tanti pasticci in uscita. L’ultimo a mollare, l’abbiamo già sentita troppe volte, ma fino a quando può bastare? 

Biglia 5: un suo errore in uscita dà la possibilità a Lautaro di mettere Lukaku davanti a Donnarumma. La punizione del gol nasce da un rinvio sbagliato. Fa il compitino, senza spunti. 

Calhanoglu 4,5: trova il gol dell’1-0, annullato per fallo di mano di Kessie. Anche stasera dà l’idea del “vorrei ma non posso”.  Fatica a entrare nel vivo dell’azione, non incide, è molle e spaesato (64’ Paquetà 5,5: entra per cambiare la partita, non ci riesce nonostante tanta buona volontà)

Suso 5,5: trotterella per il campo, a caccia di una posizione che trova quasi esclusivamente sul lato destro dell’attacco rossonero (e non è una novità). Ha la possibilità di sbloccare il match, ma si fa prendere da un insano egoismo. Invece di servire Leao perde tempo e agevola il ritorno di Asamoah. Le buone giocate del Milan passano però quasi sempre dai suoi piedi: mezzo punto in più. 

Piatek 5,5: lavora di sponda, partecipa al lavoro di costruzione, ma vede raramente la porta, non solo per colpa sua. In partite del genere le occasioni si contano sulle dita di una mano, quella sbagliata di testa grida vendetta. 

Leao 6: è la grande sorpresa di Giampaolo, lanciato da titolare contro ogni pronostico al posto di Paquetà. Si sdoppia da esterno a sinistra nel 4-3-3 e da seconda punta nel 4-3-1-2. Il ragazzo crescerà, ma ci sa fare. Dalla panchina gli urlano “puntalo”, il coraggio di affrontare (e talvolta saltare) Godin non gli manca. Sfortunato nell’occasione del gol di Brozovic (83’ Rebic sv).

Giampaolo 4: non si vede ancora una squadra a sua immagine e somiglianza, questo dopo tre mesi di lavoro è grave. Il livello qualitativo della rosa dell’Inter è più alto, ma Conte ha dato un’idea di gioco, lui non ci è ancora riuscito.