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Lucas Tolentino Coelho de Lima Paquetà è a tutti gli effetti l'unico grande flop della gestione del Milan targata Stefano Pioli. L'allenatore che è riuscito a rivalutare l'intera rosa post-covid, al punto da meritarsi la conferma al posto del praticamente annunciato Ralf Rangnick, non è riuscito a trovare una collocazione e sfruttare il talento mai sbocciato a Milano del centrocampista brasiliano che, ora, è considerato a tutti gli effetti un problema.

I CONTI A BILANCIO - Un problema principalmente economico perchè analizzando le cifre a bilancio di Paquetà emerge un quadro difficilmente risolvibile. Arrivato al Milan lo scorso 4 gennaio 2019 per 38,4 milioni di euro dal Flamengo, il brasiliano sarà ancora a bilancio il prossimo 31 agosto 2020 per circa 24,2 milioni di euro, cifra sotto la quale il club rossonero farebbe minusvalenza in caso di cessione. A questo va aggiunto un ingaggio annuale da 1,7 milioni di euro netti (3,4 al lordo) fino al 30 giugno 2023 che corrispondono ad altri 9,6 milioni di euro lordi garantiti per il suo stipendio.
COSÌ È INVENDIBILE - Cifre folli per questo mercato post-covid e probabilmente anche per un mercato con condizioni normali. Per questo oggi per il Milan Paquetà è invendibile e per questo davanti a lui si aprono ora tre opzioni. La prima è la conferma nella rosa a disposizione di Pioli con la speranza di rivalutarlo nelle poche chance che potrebbero essergli concesse. La seconda è infruttuosa per il Milan ed è quella di un prestito secco o con diritto di riscatto in Europa per farlo giocare. La terza è infine quella di inserirlo in uno scambio a patto di trovare un club che possa valutarlo non meno di 24,2 milioni di euro. Non facile, non vantaggioso e per il Milan il problema resta di primissimo piano.