Monchi parla a 360 gradi sul presente e sul futuro della Roma. Il direttore sportivo giallorosso ha dichiarato in un'intervista alla Gazzetta dello Sport: "Ogni giorno sento che mi dimetto o che mi mandano via, invece io resto alla Roma. Il mio obiettivo è arrivare al successo in modo graduale, ma continuo. Il presidente Pallotta ha condiviso la mia scelta di tenere Di Francesco". 

"L'anno scorso non mi è piaciuto vendere Salah e Rudiger, ma l'ho dovuto fare. In estate la Roma ha investito tanto, le cose importanti le abbiamo già fatte. A gennaio cerchiamo solo giocatori che alzino il livello della squadra. Non è facile, ma ci proveremo fino alla fine. Ma come qualità e quantità siamo pronti, ne sono sicuro. Credo in Schick: potevamo mandarlo in prestito per aiutarlo, ma non c’è una formula perfetta e sicura. Conoscendo De Rossi e il suo romanismo, neanche a lui adesso fa bene parlare del futuro. I rinnovi di Manolas, Under, El Shaarawy e Lorenzo Pellegrini? Sono situazioni diverse, alcune saranno valutate a fine mercato e altre al termine della stagione". 

"Zaniolo, visto il rendimento, forse sarà il primo rinnovo che affronteremo. Non mi aspettavo che potesse far così bene sin da subito, il merito è di Di Francesco. L'Inter non voleva inserirlo nella trattativa per Nainggolan, Ausilio aveva alzato un muro, però volevano Radja e alla fine hanno ceduto. Mi dispiace se sta avendo problemi a Milano, noi intendevamo cederlo al di là di Zaniolo. Radja è forte, il problema è gestirlo. All'inizio volevamo mandare Zaniolo in prestito in serie A visti i tanti centrocampisti in rosa, ma una volta ceduto Strootman abbiamo capito che era il momento perfetto per tenerlo. Zaniolo è il futuro della Roma e non sarà venduto, avrà un percorso lungo e importante in questa società. Ho capito che è più opportuno prendere giocatori italiani, la Roma sarà in futuro molto italiana". 



"Piatek? Sarebbe possibile se non chiedessero 70 milioni. Per me è forte, ma lo è al Genoa. Siamo convinti che lo sarebbe, per dire, anche al Chelsea? Tonali è uno dei più importanti giovani del calcio italiano, ma potrei dire lo stesso di Barella. Mancini? Adesso impossibile, ma in estate è diverso. Rugani? Impossibile, la Juve ha rifiutato un’offerta di 40 milioni del Chelsea e noi non possiamo spendere tanto per un difensore centrale. Thiago Mendes? Impossibile. Ziyech e Belotti? Mi piacciono tutti e due. Bennacer? Ci piace, ma se ne parlerà a giugno. Dendocker e Ozyakup? Impossibili, esattamente come Herrera. Malcom a Barcellona non gioca, lo prenderebbe se lo offrissero? No, quando uno fa il d.s. di un club deve capire che rappresenta anche il cuore e i sentimenti dei tifosi. Si è preso gioco della Roma e a me importa dell’immagine della società. Un sogno fra Mbappé e Neymar? Mbappé, perché è più giovane e più forte". 


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