Una stagione senza esclusioni di colpi e con non poche sorprese si è appena conclusa e per l'NBA, il più importante e conosciuto campionato di basket, è già tempo di playoff. Sabato alle 20.30 ora italiana andrà in scena il primo attesissimo match d'esordio che vedrà scontrarsi al Wells Fargo Center di Philadelphia i padroni di casa dei 76ers e i Brooklin Nets. I primi playoff senza LeBron James dalla stagione 2004/05 hanno un unica grande favorita che risponde al nome dei Golden State Warriors già campioni in carica delle ultime due stagioni consecutive.

LE SORPRESE NEGATIVE - I primi playoff senza LeBron James dalla stagione 2004/2005 quando l'allora 20enne ala dei Cleveland Cavaliers non c'entrò l'accesso ai playoff alla sua seconda stagione in NBA. Da allora la sua presenza è stata una costante, ma quest'anno il suo passaggio ai Los Angeles Lakers non ha sortito (complici numerosi infortuni fra cui il suo) l'effetto sperato da una dirigenza, quella gialloviola, arrivata perfino a smembrarsi nelle ultime giornate con l'addio annunciato a mezzo stampa del presidente Magic Johnson. I Lakers non sono stati l'unica nota negativa della stagione perché fra gli esclusi illustri dai playoff ci sono a Est anche gli Charlotte Hornets di Kemba Walker e i Miami Heat di un Dwayne Wade che ha annunciato il suo storico ritiro. Ritiro come quello di Dirk Nowitzki che, insieme al baby-fenomeno Luka Doncic non ha centrato con i Dallas Mavericks uno spot fra le prime 8 a Ovest, così come non ci è riuscito l'uomo mercato Anthony Davis lasciato perfino in panchina nel finale di stagione dai New Orleans Pelicans per evitare infortuni.

LA FAVORITA ASSOLUTA - Chi fermerà il Golden State Warriors? Chi riuscirà a bloccare il celebre "quintetto della morte"? La domanda è lecita e probabilmente non ha risposta perché ancora una volta Steph Curry,  Kevin Durant e compagni partono un piede davanti a tutti. Una rosa forse accorciata nelle rotazioni, ma che ha aggiunto un centro dominante come DeMarcus Cousins al già immarcabile quintetto che, oltre ai sopracitati, vanta anche Klay Thompson e Draymond Green. Con la Death Lineup in campo le statistiche parlano di una squadra inattaccabile in difesa e immarcabile in attacco. 

LE SORPRESE A OVEST - Come si possono fermare quindi i Warriors? La risposta, o meglio la speranza delle rivali, sta proprio nella profondità della rosa e nelle rotazioni di coach Kerr che, giocoforza, non può mantenere per 48 minuti in campo i suoi big 5. Gli Houston Rockets di James Harden restano l'antagonista più accreditata e già la scorsa stagione il Barba è andato a un passo dall'impresa nella finale di conference perdendo gara 7 senza l'infortunato Chris Paul. Difficile pensare che i Denver Nuggets, dopo aver dominato la stagione possano replicare l'exploit ai playoff e allora un penny lo puntiamo sugli Oklahoma City Thunder che possono contare su un Russel Westbrook da tripla doppia di media per il terzo anno consecutivo e su un Paul George tornato a livelli forse migliori di prima del gravissimo infortunio alla gamba del 2014.

LE SORPRESE A EST - Più combattuta sarà sicuramente la sfida playoff a est dove non c'è una potenziale favorita ma 3 o 4 potenziali contendenti. I Milwaukee Bucks di Giannis Antetokounmpo hanno dominato la regular season con un record di 60-22, ma hanno chiuso la stagione con diversi problemi fisici. I Boston Celtics non sono riusciti, con il rientro a pieno regime di Kyrie Irving, a ricostruire l'amalgama che li aveva portati pur senza stelle a competere per la finale di conference nella scorsa stagione e allora le due sorprese potrebbero arrivare proprio dalla parte inferiore del tabellone. I Philadelphia 76ers di Ben Simmons e Joel Embiid vogliono provare al mondo che The Process è arrivato alla sua naturale conclusione, ma è sulla voglia di rivalsa di Kawhi Leonard e sulla crescita costante e inesorabile dei Toronto Raptors che puntiamo il nostro jolly.

GLI ITALIANI - E gli italiani? Anche quest'anno Marco Belinelli sarà protagonista dai plyaoff NBA che l'hanno visto alzare il titolo nel 2014 con i San Antonio Spurs. Il suo girovagare (Sacramento, Charlotte, Atlanta, Philadelphia) lo ha riportato quest'anno alla corte di Coach Popovich, ma salvo sorprese difficilmente gli Spurs riusciranno a superare il primo turno. Per Danilo Gallinari, invece, si tratta di un ritorno ai playoff dopo ben 7 anni quando, allora, vestiva la casacca dei Denver Nuggets. I suoi Los Angeles Clippers si scontreranno però subito contro i Golden State Warriors in uno scontro che, sulla carta, li vede ampiamente sfavoriti. La sfida è lanciata chi conquisterà l'anello?