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  • Questo Milan sta diventando un nuovo Ajax: è la strada giusta per tornare grandi

    Questo Milan sta diventando un nuovo Ajax: è la strada giusta per tornare grandi

    • Cristiano Ruiu
      Cristiano Ruiu
    Prima dell’inizio di questa stagione sportiva molto anomala nei calendari e nelle regole, Ibrahimovic aveva parlato allo spogliatoio rossonero identificando come obiettivo della squadra addirittura lo “scudetto”. Nessuno lo ha guardato come se fosse pazzo, anzi questo manipolo di ragazzini under 23 guidato da Pioli ha preso davvero in parola lo svedese e a giudicare dalle prime 3 partite di campionato i risultati gli stanno dando ragione. 3 vittorie su 3 con 7 gol segnati e nessuno subito. In mezzo altrettante partite di Europa League con altrettante vittorie e il passaggio alla fase a gironi. Il tutto con una rosa ridotta all’osso e una squadra piena zeppa di assenze pesanti, da Romagnoli a Rebic per finire proprio con Ibrahimovic.

    D’accordo, chiudere con 9 punti il mini-ciclo di gare contro Bologna, Crotone e Spezia non era un’ipotesi irrealizzabile, ma rispetto alle partenze ad handicap degli altri anni e considerando la rosa giovanissima non era affatto scontato. Il Milan arriva alla prima sosta della stagione capolista insieme all’Atalanta e si prepara a giocarsi il derby contro la favoritissima Inter guardando per una volta la squadra di Conte da una posizione più alta in classifica.

    Detto tutto questo, saremmo noi dei pazzi a ritenere davvero che l’obiettivo stagionale del Milan possa essere lo scudetto. Fa bene Ibra a dare un sogno da inseguire ai “suoi” giovanissimi ragazzi, anche perché come amava ripetere un vecchio dirigente del passato molto amico di Ibra: “Per raggiungere la zona Champions League bisogna puntare al primo posto”. Ecco, finalmente dopo tanti anni in cui gli obiettivi del Milan morivano a settembre/ottobre, stavolta il gruppo di Pioli e la momentanea compattezza societaria danno l’impressione di poter lottare fino a fine campionato per tornare in Champions League: varrebbe tanto quanto uno scudetto.

    La classifica in questo momento è stupenda, ma non deve mascherare le tante lacune della squadra rossonera. La prima è dettata proprio dall’incredibile età media della rosa, un record europeo se ci limitiamo a considerare i 5 principali campionati. Nel primo tempo contro lo Spezia l’unico ultra 25enne era Kjaer. Per il resto una sfilza di esordienti o quasi. Non a caso nel primo tempo contro i modestissimi liguri, i rossoneri hanno faticato non poco e sono stati salvati dal solito Donnarumma su un tentativo di autorete di Calabria. A parte quello scivolone l’esterno è stato bravissimo, cosiccome tutto il pacchetto della retroguardia che sta giocando praticamente senza cambi da 6 partite di fila. E non sono poche considerando che uno dei due perni centrali è Gabbia che fino a un mese fa veniva considerato quasi un Primavera.

    E proprio la penuria di alternative in difesa è la seconda grave lacuna della rosa, che viene solo parzialmente colmata da Diogo Dalot in attesa di un colpo di mercato dell’ultim’ora. Contro lo Spezia Pioli ha scelto di far rifiatare nel primo tempo i centrocampisti titolari Bennacer, Kessiè e Calhanoglu. La differenza si è notata: Tonali deve ancora entrare nei meccanismi rossoneri, Krunic probabilmente non ci entrerà mai e Brahim Diaz, schierato trequartista, ha ribadito di avere ottime qualità tecniche, velocità di movimento, ma ha dimostrato di non avere ancora grande fisicità e presenza negli ultimi 16 metri. Colombo centravanti deve ancora crescere tanto per poter giocare stabilmente nel “calcio dei grandi”, mentre Leao schierato esterno ha dimostrato l’esatto contrario di quello che appariva l’anno scorso. Appena arrivato dal Lille si diceva infatti che potesse essere più efficace come ala che come centravanti. E invece nella ripresa, ricollocato al centro dell’attacco, grazie all’inserimento di Calhanoglu, ha segnato due gol da vero bomber, a testimonianza di una crescita costante.

    Ovviamente il Milan della ripresa con l’ingresso di 3 titolari non ha fatto fatica a sbarazzarsi dello Spezia, ma di questo va dato merito a Pioli che riesce a fare turnover pure con una rosa così giovane e risicata. A proposito di giovani un discorso a parte lo merita l’esordiente Hauge. Pur essendo entrato a gara chiusa non ha lasciato una grande impressione all’esordio. Diciamo che Pato, più giovane di lui, aveva lasciato ben altra traccia. Ma confidiamo nel fatto che Hauge abbia ben altra testa rispetto all’enfant prodige brasiliano e soprattutto cominciamo a pensare che questo Milan stia diventando davvero l’ambiente ideale per far crescere ed esplodere ventenni promettenti. Magari sta diventando una sorta di nuovo Ajax e forse è proprio questa la strada giusta per tornare grandi in campo e solidi nel bilancio. Una strada però che presuppone di avere tanta tanta pazienza. Perché con così tanti ventenni in rosa è facile giocare sull’entusiasmo dell’essere primi in classifica, ma è altrettanto facile deprimersi quando le cose non girano per il verso giusto.

    @ruiu19

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