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Un rapporto da ricostruire, un calciatore da ritrovare soprattutto nella testa e da reinserire all'interno di una squadra che, complice il pasticcio Diawara, ha visto la stagione partire in salita. La Roma ha bisogno nuovamente di Edin Dzeko, perché domenica arriva all'Olimpico proprio la Juventus che ha sperato fino a pochi giorni fa di acquistarlo prima di virare su Morata, ma anche perché dal mercato non è arrivato il suo potenziale sostituto. La rottura della trattativa col Napoli per Milik ha complicato i piani di tutti, ma lascia in particolare la Roma in una situazione decisamente delicata.

AMORE FRAGILE - Chelsea, Inter e Juve, in quest'ordine: tra gennaio 2018 e gli ultimi giorni, Dzeko ha più volte rischiato di salutare la Roma in epoca recente. Una città nella quale il centravanti bosniaco e la sua famiglia si sono sempre trovati benissimo, ma gli strani incroci del calciomercato e i delicatissimi equilibri economici del club giallorosso hanno spesso minato questo rapporto. A differenza delle ultime volte, però, non c'è la prospettiva di un nuovo rinnovo di contratto e di un ritocco al rialzo di un ingaggio da 7,5 milioni di euro netti a stagione. E soprattutto non c'è un allenatore con un feeling tale da poter pensare di dimenticare serenamente e in fretta quanto è accaduto nelle ultime giornate. Il rapporto con Fonseca è ai minimi termini da tempo e non è certamente migliorato nel mentre della trattativa con la Juventus, col tecnico portoghese che chiamava Milik per convincerlo ad accettare la destinazione e Dzeko che contemporaneamente si accordava con i bianconeri e chiedeva per questo di non scendere in campo a Verona.
Situazioni queste ultime che una certa parte del tifo romanista ha faticato a digerire e comprendere, tanto da mettere in dubbio il suo ruolo di guida nello spogliatoio da qui in avanti. Se nelle precedenti occasioni in cui l'attuale capitano era stato al centro di voci di mercato, non aveva mai spinto in maniera convinta per forzare il club a cederlo, questa volta il bomber di Sarajevo, stanco di essere sistematicamente esibito come un sacrificio necessario e un fardello per le casse societarie, aveva accolto favorevolmente la prospettiva di finire alla Juventus. Per giocarsi finalmente la vittoria di un titolo e ripresentarsi sul palcoscenico della Champions League. Tutto normale, tutto umanamente comprensibile, ma per le gerarchie interne della Roma non cambia nulla: Dzeko è pronto a tornare in campo, proprio contro i bianconeri e con la fascia di capitano al braccio. I primi piccoli passi verso il recupero completo del giocatore, questa volta un po' più complicato che in passato.