Commenta per primo
La Sampdoria ha mantenuto la parola data. E i pensieri del diggì Sergio Gasparin, ieri mattina, sono partiti proprio da questa sottolineatura: 'La settimana scorsa avevo detto che entro sette giorni avremmo annunciato il nome del nuovo tecnico. E in realtà oltre ad annunciarlo siamo qui a presentarlo: Domenico Di Carlo, o meglio Mimmo per tutti quelli che hanno un rapporto confidenziale con lui. Nel primo incontro con la stampa avevo anche dichiarato che al di là dei propositi e delle persone, la cosa che mi piace e mi conquista di più sono i fatti concreti che ti danno risposte rispetto a intendimenti e promesse. Eccoli: l'allenatore è qui'. Gasparin ha quindi ricordato i suoi rapporti con il nuovo tecnico della Samp: 'Con Di Carlo è una conoscenza che risale ai tempi del Vicenza per quanto riguarda la sua attività professionale di calciatore. Lo prelevammo dal Palermo e poi compì assieme a squadra e società quella magica cavalcata dalla serie C alla A, con la vittoria in coppa Italia e la semifinale di Coppa delle Coppe in casa del Chelsea, a Stamford Bridge. Era un giocatore che aveva i contenuti che oggi rispecchiano il suo modo di essere allenatore: questa grande determinazione, questa applicazione, questo lavorare continuo nel migliorare e migliorarsi. Racconto un aneddoto significativo da questo punto di vista. Quando quella squadra venne promossa in serie B, lui non era sicuramente tra i giocatori più bravi, attrezzati e capaci dal punto di vista tecnico, ma a distanza di tre anni, quando andammo in serie A, al termine del girone di andata fu eletto miglior giocatore della serie A dagli allenatori e dai capitani delle altre squadre. Si è migliorato con il lavoro, con l'abnegazione, con l'impegno e con l'applicazione. E credo che questo carattere se lo porti dietro anche adesso, nel suo bagaglio da allenatore. Preciso però che la scelta della Sampdoria, della Sampdoria tutta, sul Di Carlo allenatore è stata basata su altri fattori: i risultati, le esperienze fatte, sul gioco espresso dalle sue precedenti squadre, sul rapporto che ha con i giocatori che giocano e anche con quelli che non giocano. La disamina fatta con il presidente Garrone e con il cda è stata quella sul Di Carlo allenatore'. (Il Secolo XIX)