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Diciamoci la verità: l’infortunio di Sanchez proprio non ci voleva. Il cileno è stato protagonista di un finale di stagione importante, era in grande condizione, aveva una voglia matta di giocare dopo i 4 mesi di assenza forzata causa caviglia  e voleva dimostrare di essere ancora un protagonista di primissimo livello. Sanchez ha convinto tutti. Conte e Marotta lo hanno prelevato dal Manchester ma, nemmeno il tempo di festeggiare l’acquisto, che l’attaccante nerazzurro ha dovuto alzare bandiera bianca per un guaio muscolare che poteva anche essere prevedibile date le circostanze particolari di questo 2020. 

Quindi? Il problema è che Conte ne aveva bisogno, aveva ormai capito come gestire le forze dei suoi 3 attaccanti con avvicendamenti quasi studiati al minuto. Ora il cileno è out e, nel caso l’Inter dovesse qualificarsi per la finale, sarà difficile che Alexis sia a disposizione. Il suo recupero sembra destinato ad essere più lungo e quindi pronto a compiersi solo con l’inizio della nuova stagione. Nel migliore dei casi, Conte dovrà giocare 2 partite con solo due attaccanti di ruolo a disposizione, visto che Esposito forse non ancora pronto per tali palcoscenici.
E allora viene naturale pensare che dietro alla prima punta la soluzione sia il genio e la classe di Eriksen. Certo, l’allenatore nerazzurro dovrà cambiare un po' la sua idea di calcio, ma a mali estremi ci sono solo gli estremi rimedi. Il danese, nonostante le critiche, ha dimostrato di essere un valore aggiunto, vede cose che gli altri non vedono e può, secondo me, trovarsi molto bene nel dialogo offensivo con LukakuEriksen potrebbe quindi rivelarsi l’uomo in più di questo finale di stagione. Certo che le difficoltà di gestione per Conte non mancheranno, ma siamo certi che il tecnico nerazzurro penserà partita per partita. Troppo rischioso gestire le forze, lo Shakhtar è una squadra forte, tenace e dotata di giocatori veloci e di classe, senza contare l’esperienza europea che negli ultimi anni è stata più costante di quella dell’Inter.

Sarà difficile e l’assenza di una risorsa come quella di Sanchez si farà sentire. Alexis nell’ultima mezz’ora si è dimostrato un toccasana per la squadra. Dopo il fisiologico calo di Lautaro, il suo ingresso portava velocità, freschezza e pressing a tutto campo aiutando quindi la squadra a rifiatare. L’esperienza ad alti livelli poi non è trascurabile per uno che tra Arsenal e Barcellona (meno nel Manchester Utd) di partite importanti ne ha giocate e di campioni ne ha conosciuti. Ma indietro non si può tornare e ora la palla passa all’allenatore. A questo punto infatti il tecnico leccese potrà rimanere ancorato al suo “fido” 3-5-2 anche nel momento dell’ingresso del danese. Non sarà trequartista ma seconda punta dietro alla boa Lukaku. L’infortunio di Sanchez è ora un problema ma potrebbe nascondere una nuova soluzione. Intanto gli ucraini aspettano, sentono di avere grandi chance, stanno bene e giocano bene. I nerazzurri sentono le stesse cose. Ci sarà da soffrire, come al solito, come sempre, come comunque siamo abituati.