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Eh sì, proprio il suo vecchio allenatore, quello che lo ha messo al centro dell'attacco del Sassuolo nell'anno della definitiva consacrazione. Alessio Dionisi, in maniera controintuitiva, dopo una sconfitta per mano del Cagliari che sarebbe poi retrocesso aveva dichiarato: "Sulle palle aeree e spalle alla porta non è molto bravo ma migliorerà. Il suo primo avversario è stato se stesso, oggi poteva far meglio: è un ragazzo giovane, sta trovando quella continuità che non ha mai trovato. Non merita i titoli che gli vengono concessi: non può bastare un mezzo campionato, ogni tanto i giovani sono in un ascensore sali-scendi e non riescono a gestirsi". Scamacca ha però meritato la fiducia del West Ham, un scelta avallata dal ct della Nazionale Mancini che ha caldeggiato il passaggio in un campionato competitivo come quello inglese. 

DOPO-IMMOBILE - E dire che anche Mancini non ha lesinato sproni all'attaccante romano: "Ci deve mettere qualcosa di più, anzitutto nel carattere: quando il livello si alza, qualità tecniche e fisico ti aiutano, ma non bastano", aveva detto a La Gazzetta dello Sport. Tutti tentativi di stimolare, responsabilizzare un ragazzo che rappresenta una delle pochissime alternative a Ciro Immobile, alle sue ultime battute con una Nazionale che non ha mai saputo conquistare come ha fatto con la Lazio. L'allarme è chiaro, ci sono pochi attaccanti italiani nelle squadre del nostro campionato. La risposta, una delle poche risposte, può arrivare da Oltremanica. 
AVVIO COMPLICATO - Non che in Premier queste risposte arrivino copiose: arrivato agli Hammers in ritardo di condizione, Scamacca ha faticato molto ad imporsi in avvio di stagione, raccogliendo le prime critiche di un pubblico ambizioso ma anche gli attestati di stima e fiducia del tecnico Moyes. Per lui tre reti tra preliminari e girone di Conference League, tutte contro squadre danesi (Viborg andata e ritorno nel playoff, Silkeborg nella seconda giornata del gruppo B). Ci vuole pazienza, anche perché le qualità ci sono e proprio gli inglesi se ne sono accorti loro malgrado ieri sera. 

MANCA SOLO IL GOL - 6,5 il giudizio nelle nostre pagelle, una prova di tecnica e fisico a cui è mancato solo il gol, negato da un grande intervento di Pope al 5' del primo tempo. Il più pericoloso dei suoi, e dà sempre la sensazione di poter migliorare sia individualmente, sia nelle combinazioni coi compagni. La strada è quella giusta, parola di Mancini. E magari un giorno anche il severissimo (ma solo con lui) Dionisi avrà parole finalmente al miele.