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Sconcerti, partiamo dall'Inter. Miglior attacco con 57 gol segnati, migliore difesa con 24 subiti, maggior numero di vittorie (16) e minor numero di sconfitte (2). Questi i numeri. Ma il campo dice molto altro. L'Inter è la squadra più forte. Vincerà lo scudetto con molti punti di vantaggio? A che ostacoli va incontro?
"Le difficoltà ci possono essere sempre. L'Inter è la favorita e si è compiuta. E’ nettamente la migliore e basta e avanza per il nostro campionato".

Quando e con che giocatori Conte ha trovato la quadra?
"L’Inter va studiata attentamente. Gioca con una schema che in Italia abbiamo visto poche volte. La costruzione tattica di Conte è la più importante, gioca con un 3-3-4. E’ un centrocampo lunatico, con Brozovic, gran bel giocatore ma pensatore lento, poi Barella, un jolly, che ha nel suo disordine tattico la sua imprecisione. E poi c’è un atipico come Eriksen. Ma Conte ha trovato l'equilibrio che cercava. La differenza dell’Inter è proprio il 3-3-4, che Conte aveva in mente da tempo. Ci ha messo del suo. E’ uno schema che non gioca nessuno in Europa".

A questo punto il Milan rischia un tracollo o ritieni che abbia la forza per rialzarsi?
"Il tracollo c’è già stato, 4 sconfitte su 8 sono un limite. Il Milan ha preso tre gol da Atalanta, Juventus e Inter. E ne ha segnato uno soltanto. Fondamentale è stata l’assenza di Bennacer. Tonali non può reggere questo Milan. Bennacer allarga il campo, mentre Tonali gioca in un corridoio, così il resto del campo va a Kessie, che è sorpreso dallo spazio che ha e non ha ancora imparato a gestirlo. E poi è scomparso Calhanoglu. Nel Milan non c’è un giocatore che pensa. Non è un caso che nel centrocampo del Milan non segni nessuno. Un solo gol, di Kessie. E poi stop. E’ un limite grosso".

Questione Ibrahimovic. E’ in evidente calo.
"Ibrahimovic è indiscutibile. Ma c’è un equivoco. C’è un orizzonte rovesciato. Ibra copre una realtà in cui lui è fuori squadra una partita su due. I primi 10 gol li ha fatti nelle prime 8 giornate. Poi si è infortunato ed è rimasto fuori otto partite. E da gennaio ha segnato due doppiette, a Cagliari, decisiva, e contro il Crotone. Sta soffrendo".
Questione Sanremo. Ma era il caso di lasciarlo andare a cantare? Non trovi sia inopportuno?
"Il Milan ci fa una pessima figura. Ricordo solo un caso simile, quando Edmundo venti e passa anni fa andò via per il Carnevale. La Fiorentina del Trap era in corsa per lo scudetto, ma poi si afflosciò. Lasciandolo andare il Milan ci dice che Sanremo conta più del Milan".

Per la prima volta la Roma non ha vinto contro una squadra dall’11° posto in giù.
"Vero, ma ti inviterei a una riflessione. Sta tornando il fattore campo. Ed è una cosa molto bella, perché dopo molti mesi ci stiamo riappropriando della normalità. E questo fa un po’ di differenza. Detto questo o la Roma fa gol subito con i suoi fantasisti oppure se una squadra si chiude bene come il Benevento, allora fa molta fatica".

Diamo un’occhiata alla Champions. Martedì Lazio-Bayern e mercoledì Atalanta-Real Madrid. Come le vedi?
"Il Real è un un momento delicato, anche se la qualità media è talmente tanta che se decide di nasconderti il pallone lo fa. Ma l’Atalanta ha soluzioni rare e preziose. Toloi che va avanti a fare l'attaccante, Pessina che sembra un giocatore straordinario, Muriel, bè, Muriel sta facendo cose incredibili. Insomma: è una partita aperta tra una squadra molto forte tecnicamente, il Real Madrid, e una molto forte tatticamente, l’Atalanta. La Lazio ha un ostacolo durissimo, il Bayern è chiaramente favorito. Per me la Lazio può battere chiunque, ma finora non ha mai giocato contro una squadra così forte come il Bayern. E se vai a vedere il girone di qualificazione ha vinto due partite, contro il Borussia Dortmund e lo Zenit di San Pietroburgo, pareggiando le altre quattro sfide".