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In questo periodo di emergenza sanitaria planetaria, in Italia monta il dibattito sul “se” ed eventualmente sul “quando” riprendere a giocare i vati campionati sportivi, principalmente la serie A. Una delle ipotesi sul tavolo è quella di riprendere a giocare ad emergenza finita per poter concludere con regolarità i campionati e poter quindi assegnare lo scudetto. Lo scenario è quello di arrivare a proclamare il campione d'Italia ad estate inoltrata, quando in tempo normali di solito si discute sotto l'ombrellone di calciomercato. Non sarebbe, peraltro, una novità, poiché numerosi negli anni passati sono stati i campionati terminati tra luglio e settembre.

IL FOOTBALL DEI PIONIERI - In Italia sin dai primissimi tempi il calcio lo si è giocato
prevalentemente durante i primi mesi dell'anno: le squadre iscritte al campionato erano poche e il calendario si esauriva in poche domeniche. La prima volta che il massimo campionato calcistico italiano si protrae sino all'estate è nel 1911, quando a giugno la Pro Vercelli ha la meglio nel doppio confronto di finale con il Vicenza. “Scudetto” (anche se non era ancora stato inventato) balneare è quello che viene assegnato nell'estate del 1914. Il campionato 1913/14 viene vinto dal Casale in piena estate grazie alla doppia vittoria nei due incontri di finale contro la Lazio giocati a luglio, pochi giorni prima dello scoppio della Grande guerra. Il campionato vinto dal Casale sarà l'ultimo portato a termine e per parecchi anni di campionato non se ne riparlerà più.
I “RUGGENTI” ANNI - Per cinque, lunghi e tragici anni in Italia il campionato non verrà
disputato, sostituito da tornei, coppe e amichevoli. Il campionato risorge nellìautunno del 1919, il dopo guerra è caratterizzato da un notevole incremento di interesse verso il calcio, con la fine della guerra nascono tantissime società e quasi tutte avanzano la pretesa di partecipare al massimo campionato, così se nel 1919 si iscrivono oltre 60 squadre, nel campionato 1920/21 le società iscritte diventano ben 88 tanto che la finalissima viene vinta dalla Pro Vercelli il 24 luglio. Il calcio italiano in quegli anni passa attraverso lotte intestine che alla fine portano ad un deciso taglio delle partecipanti al campionato, ma nonostante ciò il titolo di campione d'Italia durante gli anni '20 viene quasi sempre assegnato in piena estate. Il campionato del 1922/23 termina il 22 luglio, quello del 1925/26 il 22 agosto e quello del 1924/25 il 23 agosto. Il record, se così vogliamo dire, appartiene però alla stagione 1923/24, quando lo scudetto viene assegnato addirittura in settembre! Quello del 1923/24 è un campionato importante perchè per la prima volta si gioca secondo il format previsto dal “Progetto Pozzo” e viene istituito lo “scudetto” da assegnare a chi vince il titolo di campione d'Italia. È anche il campionato del “caso Rosetta” e delle burrascose finali della Lega Nord. Non che al Sud le cose siano andate più lisce, tanto che la Lega Nord qualifica la sua finalista il 22 giugno, mentre la Lega Sud termina le sue qualificazioni soltanto il 24 agosto quando il Savoia ha la meglio sull'Alba per rinuncia dei romani a presentarsi allo spareggio di Livorno. Siamo così già a fine agosto. A Genova la finale di andata si gioca il 31 agosto, mentre a Torre Annunziata il ritorno si gioca il 7 settembre: il Genoa è campione d'Italia grazie al 3 a 1 casalingo, ma sul campo del Savoia non va oltre il pareggio e questa è la prima volta che una squadra del centro-sud non perde entrambe le gare di finale contro una squadra del nord.

CAMPIONATI DI GUERRA - In verità per tutti gli anni '20 il campionato terminerà sempre in luglio. Con l'avvento del girone unico la fine del campionato negli anni ' 30 si colloca nel mese di giugno, esclusa peraltro la prima edizione del 1929/30 che termina il 6 luglio. Luglio torna ad essere mese decisivo per l'assegnazione del titolo di campione d'Italia nel 1944, in occasione del campionato di guerra vinto dai Vigili del fuoco di La Spezia che nel girone finale giocato a Milano hanno la meglio su Venezia e Torino. Proprio il Torino – destinato a diventare “Grande” - vince il primo scudetto del dopo guerra nel luglio del 1946 quando nella penultima giornata del girone finale del campionato Alta Italia batte nel derby del 21 luglio la Juventus. Anche i successivi due campionati terminano in luglio, poi il campionato negli anni successivi non sforerà più quella che diventerà da un punto di vista economico e giuridico la data limite del 30 giugno. (Alessandro Bassi è anche su http://storiedifootballperduto.blogspot.it/)