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Si infittisce il caso attorno alle condizioni di salute di Stefano Sensi, che il tecnico dell’Inter, Antonio Conte, aveva definito clinicamente sano. Affermazione un po’ frettolosa, corretta immediatamente dopo da un comunicato ufficiale del club, che chiarisce come in realtà il centrocampista sia alle prese con un risentimento muscolare. Guaio emerso da una risonanza magnetica svolta a Rozzano. Ma svolta quando? Immediatamente dopo le parole dell’ex ct, che descriveva il calciatore quasi come un malato immaginario? Curioso.

LE PAROLE DI CONTE - Ad accendere la miccia è stata appunto la risposta di un infastidito Conte alla domanda di chiarimento sulle tempistiche di rientro del calciatore: “Sensi? Sinceramente diventa difficile dare sempre dei tempi perché gli ultimi esami clinici dicevano che non aveva praticamente niente. Ma il ragazzo sente qualcosina e faremo analisi cliniche più approfondite”.
COME SAVICEVIC - Frasi che ci riportano indietro nel tempo di un bel po’ e che ci fanno ricordare uno scambio di vedute tra Rudy Tavana, medico del Milan, e Dejan Savicevic, che prima della finale di Coppa dei Campioni contro l’Ajax lamentava un dolore alla coscia. Dopo la risonanza magnetica, il dottore, con il referto tra le mani, disse al fantasista: “Genio, visto? Non hai niente”. Il calciatore rispose senza esitare: “Dottore, macchina non sente dolore, Dejan sì”. Non giocò, il Milan perse 1-0. 

QUANTE ASSENZE - Ma al di là dell’excursus storico, il contributo che Sensi ha dato all’Inter da quando è stato acquistato è davvero minimo. L’anno scorso, su 54 gare ufficiali disputate dai nerazzurri, l’ex Sassuolo è sceso in campo appena 19 volte (12 in campionato, 3 in Champions, 3 in Coppa Italia, 1 in Europa League)  e in 5 occasioni lo ha fatto per meno di 30 minuti totali. Le cose non vanno meglio nella stagione attuale, visto che quella di domani sarà la quarta gara saltata in stagione su sette disputate. Un curriculum che fa riflettere. Anche perché l’Inter lo ha riscattato a settembre dal Sassuolo versando ai neroverdi tutti e 20 i milioni pattuiti. Tanti, forse troppi (?) considerando tutte le assenze del calciatore. Il prezzo poteva e doveva essere ritrattato, come d’altronde ha fatto il PSG per Icardi, ottenendo uno sconto di 10 milioni di euro (l’argentino era integro, ma i parigini si sono appellati alla crisi post Covid). Di fatto Sensi è un calciatore dell’Inter, ma in campo lo si vede poco e niente e questo è  un problema che non va sottovalutato.